10:49 | 04 Feb 2026

FOCUS: Oro e argento nel nuovo contesto di politica monetaria statunitense (J. Safra Sarasin)

MILANO (MF-NW)--Venerdì scorso l’oro ha registrato una correzione significativa, con il prezzo che è precipitato da oltre 5.400 a circa 4.800 dollari l’oncia. La fase ribassista è proseguita lunedì, quando i prezzi sono brevemente scesi fino a circa 4.400 dollari l’oncia. Anche l’argento ha subito un tonfo storico: venerdì 30 gennaio 2026 ha registrato la perdita più marcata dal 1980, crollando da circa 120 a meno di 80 dollari l’oncia. "Riteniamo che l'attuale correzione nel settore dei metalli preziosi sia in larga misura da inquadrare nel contesto dei forti rialzi registrati sia dall'oro che dall'argento dall'inizio dell'anno. Alla fine di gennaio, l'oro aveva registrato un aumento di quasi il 30% e l'argento di quasi il 70% rispetto ai prezzi del 31 dicembre 2025", commentano Claudio Wewel, Fx Strategist di J. Safra Sarasin e Raphael Olszyna-Marzys, International Economist di J. Safra Sarasin.

RESTA PROSEPTTIVA RIALZISTA SU ORO

All'inizio del 2026, una serie di sviluppi sul fronte geopolitico, tra cui la cattura del Presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, e le minacce del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, alla Groenlandia, hanno aumentato l'interesse degli investitori per l'oro come bene rifugio e per l'argento come materiale strategico. In questo contesto, la nomina di Kevin Warsh come successore del presidente della Fed Powell è comunemente citata come uno dei principali fattori scatenanti dell'attuale sell-off dei metalli preziosi. Tuttavia, "sottolineiamo che sia il rialzo dell'oro che quello dell'argento avevano già mostrato alcuni segni di esaurimento all'inizio della scorsa settimana. Il trend al rialzo del prezzo dell'argento ha subito un forte rallentamento nell'ultima settimana di gennaio. Sia l'oro che l'argento hanno registrato un calo improvviso il giorno successivo alla decisione della Fed sui tassi. Riteniamo quindi che l'attuale sell-off sia probabilmente legata alle operazioni di presa di profitto di fine mese, mentre la nomina di Kevin Warsh sia stata più che altro una coincidenza", spiegano gli esperti. In linea di principio, proseguono Wewel e Olszyna-Marzys, "non riteniamo che la nomina di Kevin Warsh possa cambiare le carte in tavola. Il mercato percepisce Warsh come un falco, data la sua aperta opposizione al secondo ciclo di quantitative easing nel 2011, che gli conferisce maggiore credibilità sul mercato rispetto agli altri candidati". Tuttavia, Warsh ha recentemente modificato la sua posizione, affermando che il boom del settore dell’IA rappresenta una crescita "deflazionistica", sostenuta da un aumento della produttività. A nostro avviso, dichiarano gli esperti, "la sua posizione attuale indica che probabilmente sosterrà tassi di politica monetaria più bassi. Inoltre, ha espresso preoccupazione per una politica eccessivamente dipendente dai dati, suggerendo che non dovrebbe essere considerato un falco tradizionale".

ELEVATA INCERTEZZA GEOPOLITICA È DESTINATA A PERSISTERE

Considerati tuti questi fattori, "riteniamo che la nostra previsione fondamentale di un aumento a medio termine del prezzo dell'oro rimanga valida", commentano Wewel e Olszyna-Marzys. L’elevata incertezza geopolitica è destinata a persistere e lo stato di diritto negli Stati Uniti resterà sotto pressione, fattori che potrebbero continuare a erodere la fiducia nel dollaro americano. "Prevediamo inoltre che l'oro trarrà vantaggio dalle elezioni di medio termine negli Stati Uniti. Pertanto, tendiamo a considerare l'attuale correzione come un'opportunità di ingresso. Riteniamo che sarà difficile per l'argento sovraperformare l'oro da questo punto in poi, anche se probabilmente l'argento sarà sostenuto a un livello di prezzo significativamente più alto rispetto alla prima metà del 2025", concludono gli esperti.

cba


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