MILANO (MF-NW)--Il 2025 è stato segnato da un entusiasmo costante nei confronti dell’intelligenza artificiale. Considerata, a seconda dei punti di vista, come una rivoluzione tecnologica, una moda passeggera o una questione di sicurezza nazionale, "la corsa all’AI ha generato investimenti annui senza precedenti – centinaia di miliardi di dollari – in infrastrutture, energia, data center e semiconduttori" osserva Francesco Manfredini, analista e gestore azionario Usa di Comgest.
L’indice S&P 500 ha registrato il terzo anno consecutivo di performance a due cifre, ma il 10% delle società più capitalizzate ha contribuito per oltre il 50% al rendimento complessivo dell’indice nel 2025. Le tre migliori performance dell’anno sono state quelle dei fornitori di memoria Western Digital, Micron e Seagate, tutti in rialzo di oltre il 200% in dollari, a conferma della forte domanda generata dall’AI per i fornitori e dei timori di deflazione nei mercati finali, come i servizi alle imprese.
Tra i beneficiari dell’entusiasmo per AI e cloud computing figurano Alphabet (Google), Oracle e Microsoft. Non molto tempo fa, Alphabet e Oracle erano considerate in ritardo nella corsa all’AI e al cloud. Tuttavia, Alphabet ha lanciato prodotti competitivi e sinergici, come Gemini (il chatbot AI in concorrenza con ChatGPT) e le proprie Tpu (chip Tensor Processing Units progettati per competere con Nvidia).
Anche Oracle, vista inizialmente in ritardo nel cloud, ha registrato un rialzo del 40% in un solo giorno dopo l’annuncio di un portafoglio ordini con OpenAI pari a 250 miliardi di dollari. Gran parte dei guadagni però è stata successivamente ridotta, mentre il mercato valutava gli enormi investimenti necessari per costruire data center hyperscale. Microsoft ha beneficiato della domanda crescente per il cloud, aumentando le spese in conto capitale previste per l’anno, pur rimanendo limitata dalla capacità disponibile.
Guardando al futuro, Manfredini sottolinea che i motivi per l’ottimismo non mancano: siamo solo all’inizio di una nuova fase di innovazione. Oggi il cloud computing rappresenta appena l’1% del Pil statunitense, e l’impatto dell’AI sul mercato del lavoro e sulla società sarà probabilmente trasformativo. Storicamente, periodi di accelerazione della produttività, come la Rivoluzione Industriale, hanno generato cambiamenti profondi, dall’abolizione del lavoro minorile all’introduzione della tassazione progressiva e delle ferie retribuite.
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1115:16 feb 2026