MILANO (MF-NW)--"Quali sono i trend che domineranno il mercato dell'arte nel 2026? Innanzitutto, sembra in arrivo un cambiamento di orientamento, con una rifocalizzazione sulla fascia media e sugli artisti affermati o a metà carriera", commenta Arnaud Dubois, Cofounder e Chief Investment Officer di Matis.
IN 2025, RITMO DI VENDITA SOSTENUTO E INTERESSE PER OPERE RECENTI
Il 2025 ha registrato un primo semestre altalenante e un secondo semestre all’insegna della ripresa per il mercato dell’arte. "Nella prima metà dell'anno abbiamo assistito a un prolungamento della fase di riassestamento del mercato iniziata nel 2022, un anno record per questo segmento. A New York, le vendite di maggio da Sotheby's e Christie's sono diminuite di circa il 21% rispetto al 2024 per l'arte moderna e contemporanea, anche se i tassi di vendita sono rimasti elevati", spiega l'esperto. Il secondo semestre del 2025, invece, ha beneficiato di un ritorno della fiducia da parte degli operatori. "Frieze London (90.000 visitatori) e Art Basel Paris (73.000 visitatori) hanno ridato slancio al mercato. A Parigi, la fiera ha registrato vendite notevoli, in particolare per Abstraktes Bild (1987) di Gerhard Richter, venduto per circa 23 milioni di dollari. Questo dinamismo è proseguito a New York a novembre, dove le case d'asta hanno proposto vendite di collezioni eccezionali. Sotheby's ha superato il miliardo di dollari per le vendite complessive della stagione, seguita da Christie's che ha realizzato quasi 970 milioni di dollari di vendite", prosegue Dubois. In generale, nel 2025 le transazioni sono state giudicate "promettenti", con un buon livello di attività sulle opere contemporanee recenti e un ritmo di vendita sostenuto.
OPERE XX SECOLO RAPPRESENTANO COMPARTO PIÙ DINAMICO
In un contesto economico in continua evoluzione, l’arte resta un asset strategico per investitori e collezionisti, grazie alla sua natura tangibile, alla dimensione globale e alla capacità di proteggere il valore del capitale anche nei periodi di volatilità dei mercati. "Secondo il rapporto Deloitte Art & Finance 2025, l'arte e gli oggetti da collezione rappresentavano 2.174 miliardi di dollari di patrimonio detenuto da privati nel 2022, poi 2.564 miliardi di dollari nel 2024, con un aumento del 18% in due anni", spiega l'esperto. Il segmento più dinamico resta quello delle opere del XX secolo. "Il rapporto Art Basel & Ubs 2025 mostra che nel 2024 rappresentavano il 52% del valore delle vendite all'asta mondiali. Tra queste, il valore è particolarmente concentrato sulle opere di artisti iconici, presenti nei grandi musei, regolarmente vendute all'asta e ricercate dai collezionisti. Infatti, le opere valutate oltre 250.000 dollari hanno rappresentato l'1% dei lotti venduti all'asta nel 2024, ma hanno concentrato il 67% del valore delle vendite", commenta Dubois.
RIMANGONO SOLIDE VENDITE SEGMENTO 500.000 USD - 5 MILIONI USD
In questo contesto, ci sono alcuni trend da monitorare. In primo luogo, le vendite di fascia alta, ossia le transazioni superiori a 10 milioni di dollari, hanno registrato un calo significativo. Al contrario, per i prezzi compresi tra 500.000 e 5 milioni di dollari, il segmento rimane solido e attrattivo. "Queste opere, che spesso hanno una buona storia di esposizioni e collezioni, combinano un potenziale di rivalutazione e una liquidità sostenuta. Beneficiano di un rinnovato interesse da parte dei collezionisti privati e istituzionali, che cercano di riposizionarsi su attività tangibili a rischio moderato", dichiara l'esperto. Infine, i red chips, opere di artisti ultra-contemporanei ed emergenti, sono in fase di rallentamento: "dopo diverse stagioni di forte crescita, gli artisti ultra-contemporanei stanno subendo un marcato effetto di correzione. I prezzi e la liquidità sono in calo e i collezionisti si mostrano più cauti di fronte a un segmento considerato instabile e spesso scollegato dalla qualità intrinseca delle opere", conclude Dubois.
cba
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
1111:06 feb 2026