04:58 | 12 Mar 2026

FOCUS: inflazione Ue aumenterà per conflitto in MO, ma resterà sotto 3% (Moody's)

MILANO (MF-NW)--Il mercato del petrolio rappresenta il principale canale di trasmissione attraverso cui l’escalation del conflitto in Medio Oriente si ripercuote sull’economia europea e sull’andamento dell’inflazione, commenta Kamil Kovar, Director, Economic Research di Moody's Analytics.

In questo contesto, lo scenario base vede il conflitto attenuarsi nei prossimi giorni e le spedizioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz riprendere nella seconda metà di marzo. "Questo comporterebbe un prezzo medio del Brent di 90 dollari al barile a marzo e 82 dollari ad aprile, prima di scendere a 70 dollari entro giugno. La media trimestrale sarebbe quindi di 76 dollari sia nel primo sia nel secondo trimestre", commenta l'esperto. "Considerazioni simili valgono per il mercato europeo del gas naturale, dove prevediamo prezzi intorno a 48 euro per MWh nel secondo trimestre, prima di tornare ai livelli precedenti al conflitto nel resto del 2026", prosegue Kovar.

Tuttavia, lo shock sull’offerta di energia si rifletterà rapidamente sui prezzi al consumo, in particolare per carburanti e gas naturale. "Nel complesso, stimiamo che ciò aggiungerà circa lo 0,5% all'inflazione nel periodo marzo-maggio. I valori mensili riflettono una relazione complessa tra prezzi energetici all'ingrosso e prezzi al consumo nelle diverse categorie energetiche: i carburanti per autotrazione reagiranno immediatamente a marzo, probabilmente con un eccesso di reazione prima di invertire la rotta ad aprile, mentre gas ed elettricità reagiranno più lentamente", spiega l'esperto.

Per quanto riguarda i prezzi alimentari, "stiamo già osservando effetti sui prezzi all'ingrosso e prevediamo che la tendenza prosegua per diversi mesi. Inoltre, l'Europa meridionale ha avuto un inverno insolitamente piovoso, fattore che probabilmente farà salire in primavera i prezzi di frutta e verdura fresche. Nel complesso, anche nello scenario di base, ciò porterà a una moderata riaccelerazione dell'inflazione alimentare in primavera ed estate", dichiara Kovar.

L'inflazione è destinata ad aumentare, ma resterà sotto il 3%, poiché non si tratta di una ripetizione del forte picco del 2022. "Prevediamo ora che l'inflazione headline dell'Indice armonizzato dei prezzi al consumo (Hicp) dell'area euro salga al 2,4% a marzo e raggiunga un picco del 2,7% a maggio", continua l'esperto. "Nonostante il rialzo dell'inflazione, non ci aspettiamo che la Banca Centrale Europea aumenti i tassi quest'anno. Ciò non significa che un rialzo sia impossibile: al momento gli attribuiamo circa il 30% di probabilità. Si tratta comunque di un netto cambiamento, perché solo due settimane fa il grande interrogativo era se la Bce potesse tagliare nuovamente i tassi a giugno", spiega Kovar.

Infine, le previsioni di crescita restano sostanzialmente invariate. "Una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz porterebbe con ogni probabilità a una recessione globale, ma una chiusura temporanea avrebbe un impatto molto più limitato", commenta l'esperto. "La fiducia delle imprese difficilmente risentirà di un evento della durata di poche settimane. Anche se i consumatori reagiranno al nuovo colpo ai redditi reali, la natura temporanea dello shock dovrebbe fare sì che la reazione rimanga contenuta", conclude Kovar.

cba


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

1216:58 mar 2026