10:44 | 08 Jun 2026

FOCUS: inflazione, perchè oggi è diverso rispetto al 2022 (Neuberger)

MILANO (MF-NW)--Il contesto attuale è sostanzialmente diverso da quello del 2022: tassi di interesse e inflazione partono infatti da livelli significativamente differenti rispetto all'ultimo shock energetico. In questo scenario, Neuberger Berman mantiene una visione positiva sul reddito fisso, con una preferenza per le scadenze brevi e intermedie, osserva Paul Grainger, Senior Portfolio Manager della società.

TASSI DI INTERESSE SU LIVELLI NEUTRI O MODERATAMENTE RESTRITTIVI

Nel 2022, i tassi di interesse delle principali economie avanzate si collocavano su livelli prossimi allo zero, o addirittura negativi, mentre le banche centrali mantenevano un orientamento fortemente espansivo dopo la pandemia (Fed 0,25%, Bce -0,5% e BoE 0,1%). Oggi il contesto è profondamente cambiato. I tassi si attestano su livelli considerati neutrali o moderatamente restrittivi (Fed al 3,75%, Bce al 2% e Bank of England al 3,75%) e, nel corso del 2025, gran parte delle banche centrali aveva orientato la propria strategia verso un progressivo allentamento monetario, con l'obiettivo di sostenere la crescita economica.

AUMENTO INFLAZIONE PUÒ ESSERE FRENO PER LA CRESCITA

Inoltre, "nel gennaio 2022 l'inflazione era nettamente al di sopra dell'obiettivo, trainata dall'inflazione da domanda e dalla forte crescita mentre il mondo usciva dalla pandemia (Usa 7,5%, Regno Unito 5,5%, Ue 5,1%)", riporta Grainger. "Oggi l'inflazione è aumentata a causa di uno shock lato offerta, determinato in gran parte dal conflitto in Medio Oriente. Consideriamo questo fenomeno come un freno alla crescita, soprattutto in un contesto in cui la politica fiscale è limitata in molti paesi, e che aggrava il rallentamento della crescita che sembrava già in atto prima dell'inizio del conflitto. Con la crescita che rimane debole in molti paesi, ciò limita il rischio di un'inflazione trainata dalla domanda", prosegue l'esperto.

VIEW POSITIVA SU REDDITO FISSO

"Cinque anni fa, i mercati obbligazionari partivano da un livello di rendimenti artificialmente bassi a seguito della pandemia e disponevano di un margine di sicurezza minimo o nullo contro le perdite di capitale, che normalmente è garantito dal reddito", spiega Grainger. Oggi la situazione è sostanzialmente diversa poichè i significativi aumenti dei tassi di interesse registrati dal 2022 hanno riportato la politica monetaria a livelli neutri o restrittivi. "Ciò significa che, con i mercati che già scontano un ulteriore aumento dei tassi da parte delle banche centrali, il livello e la pendenza della curva dei rendimenti forniscono un parziale ammortizzatore contro l'inflazione e le questioni geopolitiche", continua l'esperto. Il persistere delle tensioni geopolitiche può rappresentare un rischio al ribasso per le aspettative di crescita, frenando la propensione delle banche centrali ad aumentare i tassi oltre quanto già scontato dai mercati. Per quanto riguarda l'inflazione, "osserviamo una tensione tra la sua natura legata all'offerta e l'impatto sulla crescita. Anche in questo caso, alla luce di quanto scontato dai mercati, specialmente al di fuori degli Stati Uniti, ciò ci induce ad assumere un atteggiamento positivo nei confronti del reddito fisso in generale, sebbene la selezione di scadenze, settori e titoli continuerà ad essere di fondamentale importanza", osserva Grainger.

FOCUS SU SCADENZE A BREVE E MEDIO TERMINE

"In parole povere, le obbligazioni sono destinate a diventare una componente sempre più importante dei portafogli di molti investitori. Il fatto che le obbligazioni offrano rendimenti totali più elevati e attraenti consente loro di generare sia reddito che un potenziale di rivalutazione del capitale qualora le aspettative sui tassi di interesse si rivelassero troppo elevate", commenta l'esperto. "Ciò è particolarmente vero per le scadenze a breve e medio termine. Dato il livello dei rendimenti, ciò dovrebbe consentire al reddito fisso di generare rendimenti totali positivi", precisa Grainger. Guardando al futuro, "prevediamo una minore correlazione tra l'andamento dei mercati mondiali e quello dei mercati obbligazionari, con conseguente maggiore dispersione e maggiori opportunità tra paesi, scadenze e settori. La selezione dei titoli assumerà un'importanza sempre maggiore e favorirà un approccio attivo", conclude l'esperto.

cba


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

0810:44 giu 2026