11:34 | 02 Oct 2026

FOCUS: sostenibilità debito Francia continua a peggiorare (Scope Ratings)

MILANO (MF-NW)--Eiko Sievert, executive director, Sovereign & Public Sector di Scope Ratings sostiene che la lunga scadenza media del debito francese (8,5 anni) rallenta la trasmissione dei maggiori costi di finanziamento al bilancio pubblico. Tuttavia, la sostenibilità del debito continua a peggiorare, rendendo necessario un aggiustamento fiscale pluriennale, ampio e duraturo.

In assenza di un consolidamento fiscale più incisivo, il rapporto debito/Pil della Francia salirà dal 116% del 2025 a circa il 129% entro il 2031.

Le proiezioni di Scope ipotizzano una crescita media dell'1,1% circa nei prossimi cinque anni, un miglioramento del saldo primario di circa un punto percentuale rispetto al 2025 e l'assenza di ulteriori shock economici o fiscali. Anche sulla base di queste ipotesi relativamente favorevoli, il debito pubblico continuerebbe a crescere costantemente, portando il rapporto debito/Pil a sfiorare il 130% entro il 2031.

Le condizioni di finanziamento sovrano sono peggiorate nel 2026: il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni è salito al 4,8% il mese scorso, rispetto al 3,6% circa di gennaio. Lo spread tra i rendimenti dei titoli di Stato francesi e tedeschi a 10 anni ha raggiunto quasi i 120 punti base, il livello più elevato dal giugno del 2012.

Considerati l'ingente fabbisogno di finanziamento e l'elevato stock di debito della Francia, l'aumento dei costi di rifinanziamento sta accrescendo l'onere degli interessi a carico del governo, sottolinea l'esperto.

Scope prevede che la spesa netta per interessi salirà da circa il 2% del Pil nel 2025 (pari al 3,8% delle entrate pubbliche) a circa il 3,6% del Pil entro il 2031 (6,7% delle entrate). Ciò renderebbe i costi del servizio del debito una delle voci di spesa a più rapida crescita, riducendo in misura significativa la flessibilità fiscale.

In questo contesto, conclude l'esperto, l'ultima legge di bilancio del governo uscente e l'orientamento politico che emergerà dalle elezioni del prossimo anno saranno determinanti per stabilire se sarà possibile attuare misure sufficienti e durature per stabilizzare il rapporto del debito.

alb

alberto.chimenti@mfnewswires.it


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