10:38 | 08 Oct 2026

FOCUS: Australia, materie prime e tecnologia sostengono la crescita degli utili nel 2027 (Candriam)

MILANO (MF-NW)--"L'Australia ha un'economia ricca di risorse, molto simile a quella del Canada. Ciò che la rende particolarmente interessante per gli investitori globali è la sua capacità di offrire opzioni di diversificazione uniche tra i mercati sviluppati, capaci di cogliere la crescita della domanda globale di materie prime. È, infatti, il mercato finanziario di riferimento per molte delle principali società minerarie del mondo, come Bhp, il maggior produttore globale di rame, Fortescue e Rio Tinto nel settore dell'estrazione diversificata, e Newmont, il più grande produttore mondiale d'oro", afferma Paul Xiradis, gestore del fondo Candriam Equities L Australia ed Executive Chairman, cio, Head of Equities di Ausbil.

"L'Australia è inoltre il primo produttore mondiale di litio", proseguel'esperto, "il secondo produttore di carbone metallurgico e detiene le maggiori riserve mondiali di uranio. Nel complesso, le risorse naturali rappresentano il 57,8% delle esportazioni australiane. Le società minerarie australiane costituiscono, quindi, circa il 20% della capitalizzazione complessiva del mercato azionario del Paese".

"Un altro 20% è rappresentato dal settore finanziario. Di recente, tuttavia, si è verificata una divergenza tra il settore bancario e quello delle risorse naturali. Il comparto delle risorse ha evidenziato una crescita ciclica quest'anno, sostenuto da una forte domanda di materie prime critiche come rame, litio, terre rare, carbone metallurgico e acciaio, delineando prospettive solide per la crescita degli utili", afferma l'analista.

"Le banche hanno, invece, risentito delle modifiche relative alla deducibilità delle perdite e all'imposta sulle plusvalenze, fattori che hanno rallentato la crescita del credito al consumo; tuttavia, continuano a mostrare una crescita positiva degli utili per il 2027", dichiara Xiradis.

"La nostra view per il 2027 è supportata da diversi grandi trend di crescita secolare, tra cui la domanda costante di metalli e minerali critici, le aziende tecnologiche australiane che puntano a monetizzare l'intelligenza artificiale, e le sfide interne legate a produttività e inflazione, che favoriscono i flussi di ricavo internazionali rispetto a quelli locali", afferma l'esperto.

"Anche nei settori It", continua Xiradis, "in particolare nel segmento delle aziende di software-as-a-service (SaaS) e di servizi online, della sanità e nell'immobiliare prevediamo una crescita positiva degli utili, sostenuta da una solida domanda strutturale. A nostro avviso, il segmento SaaS è stato oggetto di vendite eccessive a fronte di un potenziale di crescita a lungo termine ancora significativo, con società come Xero, WiseTech e Technology One".

"Il settore sanitario, a sua volta, è stato penalizzato da vendite eccessive dovute a problemi e cambiamenti specifici delle singole aziende (Csl, Cochlear e Ramsay Health Care); tuttavia, CSL ha registrato una rivalutazione grazie a prospettive migliori, così come Ramsay Health Care. Infine, la debolezza del settore immobiliare nei comparti retail, residenziale e uffici ha messo in secondo piano la forza relativa della logistica, dei magazzini e dei data center, con aziende di riferimento quali Goodman Group e Charter Hall. Insieme, questi tre settori rappresentano il 15% del mercato quotato australiano, in grado di offrire una crescita degli utili a lungo termine meno correlata alle risorse naturali", conclude l'analista.

dfg

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