10:15 | 23 Oct 2026

FOCUS: Spalletti non ripaga l'investimento? il conto della Juve e la tentazione Conte

MILANO (MF-NW)--Cinque milioni netti a stagione, pari a 9,25 milioni lordi : con il rinnovo fino al giugno 2028 siglato ad aprile, Luciano Spalletti è diventato l'allenatore più pagato d'Italia, a pari merito con Gian Piero Gasperini . Un investimento deciso dopo la svolta della scorsa primavera, quando il tecnico di Certaldo — arrivato a ottobre con un contratto-ponte da otto mesi e appena 3 milioni — aveva riportato entusiasmo e risultati . La società lo ha blindato: +67% di ingaggio. Ma i risultati non stanno ripagando l'esborso: la Juventus guarda la Champions 2026/27 dalla finestra, e l'assenza pesa su un bilancio chiuso a giugno con un rosso di 66 milioni, in aumento dai 58,1 dell'esercizio precedente.

Nell'ultima Champions disputata i bianconeri hanno incassato circa 64 milioni di premi Uefa ; l'Europa League, alla voce ricavi minimi, ne garantisce 14,6 . Una forbice da 50 milioni a stagione, prima ancora di botteghino, hospitality e bonus sponsor legati alla vetrina continentale. Ma la partita non è solo di cassa. C'è l'effetto sul patrimonio tecnico: la rosa vale 619 milioni per Transfermarkt, seconda solo all'Inter, con Yildiz quotato 75 milioni.

Senza palcoscenico europeo le valutazioni di mercato si sgonfiano, i talenti bussano alla porta per andare dove si gioca il martedì e il mercoledì sera, e il deprezzamento dei calciatori diventa una minusvalenza contabile prima ancora che sportiva. Infine il brand: la Juventus ha costruito un decennio di strategia commerciale sull'appartenenza stabile all'élite europea. Ogni anno di assenza dalla Champions erode awareness globale, valore percepito e potere negoziale con sponsor e licenziatari — un danno difficile da quantificare in bilancio, ma reale.

Tutto questo accade mentre la società chiede agli azionisti il quinto aumento di capitale dal 2019: fino a 250 milioni di euro, con Exor pronta a sottoscrivere la propria quota da 164 milioni e 60 già versati in conto futuro aumento. Dal 2019 le ricapitalizzazioni hanno raggiunto 1,2 miliardi. Ed ecco la tentazione che circola negli ambienti bianconeri: Antonio Conte, libero da giugno dopo l'addio consensuale al Napoli , dove percepiva 8 milioni netti.

Sostituirlo a Spalletti costerebbe, tra la rescissione di un contratto fino al 2028 e il nuovo ingaggio, una forchetta stimabile in 25-35 milioni lordi. Vale il detto "chi più spende meno spende"? L'equazione regge solo a una condizione: che il cambio alzi davvero la probabilità di tornare in Champions. In tal caso il rendiconto sarebbe semplice: 50 milioni di valore atteso (premi Uefa, tenuta delle quotazioni dei giocatori, salvaguardia del brand) contro un esborso di circa 30. Ma è una scommessa su variabili sportive, non un arbitraggio finanziario. E pagare due tecnici top mentre si bussa alla cassa degli azionisti è un messaggio che il mercato difficilmente premierebbe.

C'è però un argomento che sfugge ai fogli di calcolo, ed è forse il più importante: Conte per la Juventus non è un allenatore, è un asset heritage. È il capitano che alzò al cielo lo scudetto del 5 maggio 2002, è il tecnico da cui è partito il ciclo dei nove scudetti consecutivi conquistando i primi tre tra il 2012 e il 2014, è l'incarnazione stessa della juventinità che questo ciclo societario ha smarrito. Il suo ritorno sarebbe un trapianto di identità, non un semplice avvicendamento in panchina. Per l'amministratore delegato Carnevali sarebbe una soluzione win-win: garantirebbe una tregua sostanziale con la tifoseria, quel credito emotivo che consente di ricostruire con i tempi che servono senza la pressione del risultato immediato, mentre la proprietà potrebbe concentrarsi sugli altri capitoli che richiedono attenzione — dalla riorganizzazione societaria al piano industriale legato all'aumento di capitale. Certo, servirebbe un Conte diverso, un Conte che dopo molte peregrinazioni come un novello Ulisse torna finalmente a Itaca, e che torna per amore della casa — senza fermarsi a guardare se il ristorante costa 10, 100 o mille euro. In economia come in panchina, è il tempismo che trasforma un costo in un investimento: e per Conte, il tempo di Itaca potrebbe essere adesso.

glm

gabriele.lamonica@mfnewswires.it


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2310:15 ott 2026