MILANO (MF-NW)--"Un risultato a sorpresa, ma soprattutto perché i mercati si erano disallineati dai sondaggi", dichiara Thomas Haugaard, Portfolio Manager di Janus Henderson. "La vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva con il 51,79% sui voti rispetto a Flávio Bolsonaro ha ribaltato l'esito del primo turno".
"Sebbene i sondaggi sul ballottaggio continuassero a indicare una competizione elettorale davvero serrata, il mercato aveva già in gran parte scontato una vittoria di Bolsonaro in seguito al rialzo registrato dopo il primo turno. L'esito ha quindi messo in luce una chiara asimmetria di valutazione: la vittoria di Bolsonaro era già incorporata nei prezzi, mentre il rischio di un successo di Lula non lo era", prosegue l'esperto.
"Le tensioni a breve termine amplificano l'adeguamento iniziale del mercato. Il rifiuto del risultato da parte di Flávio Bolsonaro crea un rischio istituzionale e di transizione, rafforzando la reazione negativa immediata su tutti gli asset brasiliani. La debolezza del real brasiliano (Brl) rappresenta il canale di trasmissione critico: il deprezzamento della valuta fa salire le aspettative di inflazione e i tassi locali, aumentando l'onere degli interessi a carico del governo e le pressioni fiscali complessive. Tale deterioramento potrebbe in ultima analisi imporre una disciplina politica a Lula, ma è probabile che i mercati richiedano prima un premio di rischio più elevato", spiega l'analista.
"L'attenzione si sposta ora rapidamente dall'esito elettorale alla composizione della squadra di governo e al piano fiscale. I segnali chiave saranno se Lula nominerà una squadra economica credibile agli occhi dei mercati, le conferirà potere politico e presenterà un aggiustamento quantificato e basato sulla spesa con il sostegno del Congresso. Il saldo esterno del Brasile rimane resiliente, ma una ripresa duratura degli spread richiede riforme ricorrenti della spesa e un percorso credibile di stabilizzazione del debito, non misure sul fronte delle entrate, interventi una tantum o un semplice cambiamento di retorica post-elettorale", conclude Haugaard.
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2616:38 ott 2026