MILANO (MF-NW)--La guerra in Ucraina e il congelamento di parte degli asset russi detenuti all'estero hanno riportato al centro del dibattito finanziario la vulnerabilità delle riserve valutarie rispetto alle tensioni geopolitiche. Un tema che contribuisce a spiegare la crescente attenzione delle Banche centrali verso l’oro, che, a differenza di altre attività finanziarie, non dipende dalla solvibilità di un emittente e non presenta quindi un rischio di insolvenza legato a quest’ultimo, afferma Simone Manenti, Amministratore Delegato di Confinvest Oro.
Un segnale significativo, spiega l'esperto, arriva dalle aspettative degli stessi istituti monetari. Secondo l'ultima indagine del World Gold Council, l'89% delle Banche centrali intervistate prevede un aumento delle riserve auree globali nei successivi dodici mesi. Il dato si affianca a un cambiamento già evidente negli acquisti: dal 2022, infatti, le Banche centrali hanno acquistato mediamente circa 1.000 tonnellate d'oro all'anno, il doppio rispetto alle circa 500 tonnellate annue del decennio precedente.
Banca d'Italia ha evidenziato come, a partire dal 2022, sia emerso un cambiamento strutturale nella domanda di oro. Alle tensioni geopolitiche si aggiungono le preoccupazioni legate all'elevato debito pubblico e alla solidità futura delle valute. Come evidenziato da Banca d'Italia, in questo contesto si inserisce il cosiddetto debasement trade, ovvero la ricerca di attività capaci di preservare valore nel tempo di fronte ai timori di un indebolimento delle valute. La diversificazione delle riserve risponde quindi a esigenze che vanno oltre le valutazioni sull'andamento delle quotazioni.
In questo scenario, anche l'Italia riveste un ruolo significativo. Banca d'Italia detiene circa 2.452 tonnellate d'oro, una delle maggiori riserve a livello mondiale, il cui valore aveva raggiunto circa 289 miliardi di euro alla fine del 2025, soprattutto per effetto dell'aumento delle quotazioni.
"L'oro resta un'attività soggetta alle oscillazioni dei prezzi e non priva di rischi. Tuttavia, il congelamento degli asset russi ha evidenziato come la composizione delle riserve vada valutata anche alla luce della loro vulnerabilità geopolitica. Le aspettative delle Banche centrali e il rafforzamento degli acquisti registrato negli ultimi anni confermano il crescente peso dell'oro nelle strategie di diversificazione, in un contesto segnato da rischi geopolitici e preoccupazioni sulla solidità delle valute", conclude Manenti.
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2909:54 ott 2026