12:10 | 12 feb 2024

FOCUS: il week-end dei delisting, Piazza Affari più povera senza Saras e Tod’s

MILANO (MF-NW)--Due grandi aziende simbolo dell'imprenditoria italiana si apprestano a lasciare Piazza Affari. Due storiche famiglie decidono che il futuro delle società non deve più passare per la Borsa. Le motivazioni alla base dell'addio di Saras e Tod’s al mercato sono profondamente diverse, ma l'esito è lo stesso: due delisting che privano Piazza Affari di una coppia di aziende pivot dell'economia e della manifattura italiana. E che arrivano dopo i recenti addii di Exor, Autogrill, Atlantia (oggi Mundys), Cnh, Luxottica, per citare le società a maggiore capitalizzazione, ma senza dimenticare le varie Cerved, Coima Res e As Roma.

Curioso che questo passo venga compiuto da parte dei due tycoon – rivali in passato nel calcio quando Massimo Moratti era proprietario dell’Inter e la famiglia Della Valle possedeva la Fiorentina – a poche ore di distanza, ma tant’è…il risultato è lo stesso.

Per i Moratti si tratta di una cessione e di un'uscita di scena dal mondo della grande industria: Gianmarco è scomparso poco meno di sei anni fa, Massimo ha quasi 79 anni e i loro figli – la terza generazione – non hanno mai avuto un ruolo operativo apicale all'interno della quotata.

L'offerta di Vitol è stata dunque un’occasione da non perdere. Meno contenti i sottoscrittori dell'Ipo che avevano pagato 6 euro per ogni azione Saras. Una ipervalutazione non priva di polemiche che aveva portato anche a un'indagine della Procura di Milano conclusa con un nulla di fatto. Ebbene, il titolo non ha più toccato quei 6 euro e i soci che avessero conservato Saras per tutti questi anni si trovano con un total return, tenendo conto anche delle cedole incassate, negativo superiore al 50% (considerando gli 1,8 euro del valore di Borsa di settimana scorsa) che scende al -44% ai 2,2 euro ai quali verrà lanciata l’Opa obbligatoria. Le due holding della famiglia Moratti, dal canto loro, si portano a casa circa 800 milioni con una plusvalenza di circa 750 milioni considerando il valore di carico in bilancio alle due accomandite.

Molto diversa dal punto di vista strategico l'operazione della famiglia Della Valle, che conserverà la maggioranza assoluta della società anche dopo l’opa del fondo di Lvmh, L Catterton, ma che abbandona Piazza Affari per poter sviluppare il business della società in modo più dinamico. Non è la prima volta che la famiglia Della Valle cerca di delistare l'azienda. Nell'agosto 2022 la famiglia aveva lanciato un'Opa a 40 euro (il prezzo cui l'azienda era stata quotata) fallita perchè non è stata raggiunta l'adesione necessaria. Nel caso di Tod's il total return è positivo e pari al 41,64% per chi avesse reinvestito i dividendi nel titolo e al 50,75% per chi non lo avesse fatto.

Con il delisting di Saras e Tod's, ai prezzi di venerdì scorso, Borsa italiana perderà altri 2,9 miliardi di capitalizzazione che si aggiungono alle decine di miliardi, almeno una cinquantina, che sono venuti meno con l'uscita di tutte le aziende che hanno abbandonato Piazza Affari negli ultimi anni. A febbraio, secondo le statistiche di Borsa Italiana, la capitalizzazione di Borsa complessiva ammontava a 704,997 mld di cui 693,9 mld rappresentati dalle 232 società principali e 11,021 mld dalle 193 quotate Egm.

Il successo del mercato ex Aim è stato spesso venduto come un punto di orgoglio per un sistema, quello italiano, dove le aziende piccole e piccolissime sono la normalità e le blue chip le eccezioni. Rimane il fatto che Saras e Tod's rappresentano da sole il 30% dell'intera capitalizzazione Egm. E questo non può che fare riflettere sul nanismo cui è condannata la Borsa Italiana.

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gabriele.lamonica@mfnewswires.it

fil/glm


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1212:10 feb 2024