11:02 | 11 giu 2024

MF ANALISI: così Macron vuole imbrigliare il partito di Marine Le Len

Di Guido Salerno Aletta

ROMA (MF-NW)--Nella campagna elettorale per le europee, Emmanuel Macron ci aveva messo la faccia, ma ha perso vistosamente la scommessa: la compagine politica che lo sostiene all’Assemblea Nazionale, che inizialmente si chiamava En marche!, che poi è stata ridenominata Renaissance, e che stavolta si è presentata alle europee senza infingimenti come Majorité présidentielle, è stata solennemente battuta avendo raccolto appena il 15% dei suffragi rispetto al 32% del Rassemblement National. Lo stesso giovanissimo primo ministro Gabriel Attal si era speso pubblicamente, durante la campagna elettorale, per sostenerne la capolista Valérie Hayer. E Marine Le Pen, quando si stava ragionando di un possibile dibattito televisivo con Macron, era stata chiara in proposito, affermando che se il presidente scende in campagna elettorale sostenendo una propria compagine politica, a quel punto dovrà anche assumersi la responsabilità di una eventuale sconfitta, dimettendosi o sciogliendo l’Assemblea Nazionale per convocare nuove elezioni. E così è stato.

Macron ha preso immediatamente atto del voto di sfiducia decretato dall'elettorato nei confronti della sua formazione politica e ha deciso che la Francia tornerà alle urne, con elezioni-lampo: il primo turno delle legislative si terrà a fine giugno e il ballottaggio il 7 luglio. Pur ampiamente previsto, il successo travolgente del Rassemblement National rimesso in gioco gli equilibri politici interni, precari sin dall'inizio della legislatura visto che la maggioranza relativa all'Assemblea Nazionale ha esposto continuamente i governi alle ripetute mozioni di censura presentate dalle opposizioni. Macron ha dunque giocato d’anticipo, per non rimanere come un'anatra zoppa fino alla primavera del 2027, data di scadenza naturale della legislatura e di svolgimento delle prossime elezioni Presidenziali cui non potrà partecipare avendo già assolto a due mandati: sarebbe stato oltremodo penalizzante andare ancora avanti con questa compagine di maggioranza parlamentare da sempre in difficoltà, e con un Rassemblement National che avrebbe continuato a tambureggiare comodamente dall’opposizione, forte di un consenso popolare crescente ed ormai consolidato.

Alle elezioni, visto il sistema di doppio turno con ballottaggio, il risultato che si prospetta ha ben poche alternative: Renaissance, la formazione politica che appoggia Macron, non farà in nessun caso alleanze a sinistra e otterrà un numero di seggi assai esiguo, inferiore alla dotazione attuale; la sinistra, che è tornata a essere rissosa al suo interno avendo sciolto il cartello unitario dei partiti col quale si era presentata alle elezioni del 2022 come Nupes, ha assai poche probabilità di ottenere buoni risultati e sicuramente non avrà la maggioranza dei seggi; il Rassemblement National, magari combinandosi in qualche collegio con Reconquete di Eric Zemmour e di Marion Maréchal, potrebbe mietere una gran messe di eletti confermando di essere comunque il maggior partito, ma difficilmente conquisterà la maggioranza assoluta dei seggi. A quel punto si apriranno i giochi, offrendo un accordo che risulterà assai indigesto ai gaullisti.

Macron punta alla coabitazione per mettere sotto tutela il Rn, usando il tempo che intercorre fino alle nuove presidenziali per chiuderlo in una sorta di tenaglia politica: alla forte opposizione parlamentare che sarà esercitata dalle sinistre, potrà far valere il ruolo direttivo nei confronti del governo che il sistema costituzionale francese attribuisce al presidente della Repubblica, che partecipa ai lavori del Consiglio dei ministri e che considera il Primo ministro come una sorta di delegato presidenziale. Considerato il contesto, le prossime elezioni francesi non faranno altro che rendere ancora più acuti i contrasti politici tra Macron e il probabile Primo ministro Jordan Bardella in rappresentanza del Rassemblement National, che diventeranno conflitti istituzionali. Gli assetti della Quinta Repubblica verranno messi duramene alla prova.

red

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1111:02 giu 2024