01:31 | 03 apr 2025

FOCUS: Liberation Day di Trump è peggio del previsto, anche per Italia (Edmond de Rothschild Am)

MILANO (MW-NW)--"Gli annunci del Liberation Day da parte del presidente Usa Donald Trump sono peggio del previsto e non liberano i mercati dall'incertezza sul proseguimento dell'agenda presidenziale. La nuova tornata di dazi accentua la sfida che i mercati e la Fed devono affrontare", afferma Michael Nizard, our head of Multi Asset & Overlay di Edmond de Rothschild Am.

I DETTAGLI DEI DAZI ANNUNCIATI

Trump ha annunciato per il 5 aprile una tariffa del 10% su tutte le importazioni ad eccezione del Canada (già colpito da dazi del 25%) e del Messico, e aumenti personalizzati per il 9 aprile sui Paesi ritenuti commercialmente aggressivi. La 'reciprocità' del costo del commercio si basa sull'ammontare del deficit commerciale con gli Stati Uniti e non sull'ammontare delle tasse raccolte. La Cina viene colpita da un'imposta aggiuntiva del 34% che si avvicina a quella del 60% promessa in campagna elettorale. L'Ue è colpita da imposte del 20%, "ben al di sopra delle aspettative", osserva Nizard. Anche i Paesi asiatici sono stati colpiti duramente, come il Vietnam con una tariffa reciproca del 46%, " una mossa probabilmente volta a impedire alle esportazioni cinesi di transitare attraverso altri Paesi, secondo l'analista.

"L'aliquota di base del 10% viene presentata dai repubblicani come un modo per generare entrate per finanziare un programma aggressivo di tagli fiscali. Questo è l'impatto minimo di questo nuovo shock sui prezzi. Poiché è improbabile che i dazi reciproci aggiuntivi vengano eliminati del tutto, lo shock finale sarà superiore al 10%. L'aliquota media ponderata sul commercio internazionale passerebbe quindi dal 2,3% al 23% sulla base degli ultimi annunci", sottolinea Nizard.

L'IMPATTO ECONOMICO E INFLAZIONISTICO

Si prevede che l'impatto economico delle nuove misure commerciali colpirà più duramente la crescita degli Stati Uniti, con una riduzione stimata dell'1,5% del Pil nel 2025, mentre l'inflazione potrebbe aumentare dell'1,5% su base annua. "Gli effetti previsti per l'Ue sono mitigati dall'aumento dell'euro rispetto al dollaro e dalla previsione di prezzi competitivi per i prodotti cinesi che necessitano di sbocchi", sottolinea Nizard. Tuttavia, rimane l'incertezza sulle misure specifiche per settore. "All'interno dell'Ue, Germania e Italia risultano le economie più esposte", afferma l'analista.

L'inasprimento delle tensioni commerciali potrebbe avere ripercussioni significative sui mercati finanziari, mantenendo elevata la volatilità e aumentando il rischio di recessione. "Non si può escludere lo scenario peggiore, anche se non è stato menzionato da Trump", osserva Nizard, riferendosi al cosiddetto "progetto Mar-a-Lago" ipotizzato da Stephen Miran, consigliere dell'ex presidente. L'idea, ancora poco discussa pubblicamente, punterebbe a indebolire i partner commerciali per ridefinire il sistema monetario internazionale e svalutare il dollaro. Una strategia che potrebbe sfociare in una guerra commerciale prolungata, con il rischio di conseguenze recessive per l'economia globale.

In questo contesto, la visione sul dollaro resta ribassista. "Anche se questo progetto è ancora poco comunicato, è abbastanza latente e consolidato da non poterlo ignorare", osserva Nizard. Per quanto riguarda le azioni, l'approccio rimane prudente, soprattutto nei mercati avanzati. "Nel breve termine, però, le misure sui tagli fiscali potrebbero dare temporaneo sostegno alle Borse", conclude l'esperto.

lvi


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

0313:31 apr 2025