06:50 | 03 apr 2025

FOCUS: mercati scontano dazi e non rischio recessione (Barclays)

(di Francesca Gerosa - milanofinanza.it)

MILANO (MW-NW)--Aumentano i rischi di recessione dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato dazi minimi del 10% su tutti gli esportatori verso gli Stati Uniti e, in particolare, dazi del 20% e del 10%, rispettivamente, sulla maggior parte delle esportazioni di beni da Ue e Regno Unito. Le tariffe su acciaio, alluminio e importazioni di automobili negli Stati Uniti rimangono al 25%, "il che potrebbe rappresentare un certo sollievo per le azioni del settore automobilistico europeo, mentre alcune categorie di prodotti sono esentate dai dazi", sottolinea Emmanuel Cau, economista di Barclays, osservando che "il dazio medio annunciato per i beni dell'Ue è il doppio rispetto al tasso del 10% ipotizzato dai nostri economisti nelle loro previsioni economiche, mentre è in linea con la loro ipotesi di lavoro per i beni del Regno Unito. Per la Cina, si stima che i dazi cumulativi saliranno al 54%".

RISCHI DI RECESSIONE IN AUMENTO

Questi nuovi dazi e l'incertezza persistente sulla politica commerciale indeboliscono le prospettive economiche globali a livello mondiale. Tuttavia, "le dichiarazioni delle autorità e il modo in cui sono stati definiti i dazi finali suggeriscono che potrebbero esserci margini per negoziazioni. Pertanto, è possibile che i dazi annunciati rappresentino un tetto massimo e possano essere ridotti, sebbene eventuali ritorsioni da parte dei partner commerciali degli Stati Uniti aumenterebbero i rischi al ribasso per la crescita", aggiunge Cau. È inoltre atteso un supporto politico da parte delle banche centrali e dei governi, che potrebbe mitigare in parte l'impatto negativo della guerra commerciale. Tuttavia, avverte, "i nostri economisti vedono rischi al ribasso per le previsioni di crescita".

UTILI E VALUTAZIONI VULNERABILI

Non solo. La previsione di crescita attuale di Barclays degli utili per azione (eps) in Europa per il 2025 è del 4%, inferiore a quella del consenso Ibes del 6%, e si basa su una previsione di crescita del Pil bassa ma positiva per quest'anno. "I rischi per queste previsioni sono orientati al ribasso, il che implica ulteriori rischi al ribasso sia per le nostre stime sugli utili che per quelle del consenso", spiega Cau. Sebbene gli esportatori di beni statunitensi rappresentino solo il 12% delle entrate totali dell'indice Stoxx Europe 600, l'impatto indiretto di una crescita economica più debole potrebbe portare gli utili europei a una crescita piatta o leggermente negativa nel 2025, con una ripresa prevista per il 2026. Come evidenziato in precedenza, dazi del 20% potrebbero comportare un calo a singola cifra medio-alta della crescita dell’eps. Nel frattempo, il rapporto prezzo/utili (p/e) europeo è tornato a un multiplo equo di 14 volte dall'inizio dell'anno, il che offre ulteriore margine di ribasso in caso di recessione soft.

RISCHIO DAZI GIÀ SCONTATO, RISCHIO RECESSIONE MENO

È anche vero che i mercati azionari avevano già prezzato in parte il rischio dazi, con gli indici principali al di sotto dei massimi e una significativa rotazione settoriale. La flessione dell’8% dell’indice S&P500 implica che circa il 25% del rischio recessione sia già scontato, ma l’indice Euro Stoxx 50, ancora in rialzo dell’8% dall’inizio dell’anno, "potrebbe avere maggior spazio di discesa se dovesse concretizzarsi una recessione", indica Cau. Questo è particolarmente vero, considerando che il posizionamento tattico degli hedge fund e dei trading algoritmici sull’Europa è più alto rispetto agli Stati Uniti, mentre il posizionamento degli investitori istituzionali a lungo termine e retail è più concentrato sugli Stati Uniti. Storicamente, durante le recessioni, le azioni sono scese in media del 35% dal picco al minimo, ma non siamo ancora a quel punto, e un ulteriore calo del mercato potrebbe costringere Trump a un’inversione di rotta sulle politiche tariffarie. Nel medio termine, Cau ritiene che lo stimolo fiscale della Germania possa fornire un contrappeso positivo e aiutare l’Europa a gestire l’impatto dei dazi, mentre la Bce potrebbe attuare tagli più aggressivi ai tassi di interesse.

SETTORI DIFENSIVI IN VANTAGGIO, ATTENZIONE ALLE BANCHE

Barclays ha gradualmente ridotto la sua esposizione ai settori più rischiosi quest'anno, declassando quello automobilistico a underweight a febbraio, riducendo il lusso e aumentando le telecomunicazioni a overweight a marzo. "Sebbene le azioni e i settori esposti ai dazi e alla Cina abbiano già sottoperformato in modo significativo e le auto europee possano trovare un certo sollievo, riteniamo che le ultime notizie non favoriscano un rinnovato interesse per questi settori, mentre le prospettive sugli utili restano a rischio", suggerisce Cau. "I settori difensivi e quelli proxy delle obbligazioni, come telecomunicazioni, utility e Reit, potrebbero mantenere la leadership nel breve termine, mentre i beni di consumo di prima necessità e la sanità, pur esposti ai dazi, potrebbero non essere considerati difensivi puri. Le banche restano il settore con la migliore performance in Europa dall’inizio dell’anno, avendo beneficiato delle aspettative di reflazione in Germania e della bassa esposizione ai dazi. Tuttavia, se le preoccupazioni sulla recessione aumentano e le aspettative sui tassi si abbassano, crediamo che il settore bancario potrebbe subire prese di profitto, dato l’elevato posizionamento. Manteniamo una preferenza tattica per il settore assicurativo all'interno dei finanziari".

fra


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

0318:50 apr 2025