MILANO (MF-NW)--Negli Stati Uniti, l'economia sta registrando una forte crescita e le aziende continuano a registrare profitti record. Tuttavia, il tasso di disoccupazione ha toccato il livello più alto degli ultimi quattro anni, attestandosi al 4,6%, e i consumatori subiscono pressioni crescenti. "Questo paradosso solleva interrogativi importanti, perché normalmente si osserva prima una crescita dell'occupazione, poi un aumento dei salari e solo in seguito una maggiore spesa", commenta Erik Kuipers, Investment Specialist di Ing.
INVESTIMENTI IN AI CONSENTONO CRESCITA ECONOMICA MA NON OCCUPAZIONALE
"Ora questa sequenza si è invertita. Gli americani stanno spendendo denaro che non hanno ancora guadagnato. Il reddito disponibile delle famiglie non è cresciuto nel terzo trimestre del 2025, mentre la spesa è aumentata", spiega l'esperto. Per sostenere i costi essenziali, soprattutto quelli sanitari, i cittadini hanno attinto ai loro risparmi o fatto ricorso al credito. Le aziende americane, infatti, stanno registrando profitti record senza aumentare le assunzioni, dato che gli investimenti si sono concentrati su automazione e intelligenza artificiale (AI), consentendo crescita economica, ma non crescita dell'occupazione. "Questa dinamica può essere efficiente per le imprese, ma nel tempo erode il potere d'acquisto dell'economia. Henry Ford lo aveva capito già nel 1914: pagava i suoi operai cinque dollari al giorno, non per bontà, ma perché intuiva che un giorno sarebbero diventati suoi clienti. Questa logica non ha più senso nell'economia globalizzata di oggi: un'azienda tech statunitense può licenziare in Texas e trovare clienti in India. Il legame diretto tra salari e vendite non esiste più", continua Kuipers.
AUMENTANO I RICORSI AL CREDITO
La Federal Reserve ha descritto questo fenomeno con l'esperessione "jobless growth", una crescita economica che non comporta la creazione di nuovi posti di lavoro. "Con la popolazione che invecchia e la carenza di manodopera in alcuni settori, questa potrebbe essere in un certo senso una buona notizia", dichiara l'esperto, "ma le prospettive per i giovani laureati sono molto meno rosee: faticano a trovare lavori dignitosi e l'AI sta sostituendo molti ruoli entry-level". Nonostante la Gig economy, che include aziende come Uber e DoorDash, assorba parte dei disoccupati, i redditi medi dei lavoratori sono pari solo alla metà o ai due terzi di quelli precedenti. Nel frattempo, "l'uso del credito è in aumento. Le soluzioni compra ora, paga dopo come Klarna sono cresciute del 9% durante la stagione delle festività. Non è un segnale di abbondanza, ma di famiglie sotto pressione".
CORREZIONE SUI MERCATI AZIONARI POTREBBE SCATENARE CRISI
I consumi, pilastro dell'economia statunitense, rappresentano il 68% della spesa totale. Tuttavia, la composizione della spesa sta subendo un mutamento, provenendo in gran parte dalle famiglie benestanti. "Se dovesse verificarsi una correzione dei mercati azionari, l'economia potrebbe deteriorarsi rapidamente. In media, le famiglie oggi accantonano solo il 3,1% del reddito, lasciando poco margine di sicurezza. Per lungo tempo, la spesa superiore alla media è stata sostenuta dai risparmi extra accumulati durante la pandemia, ma queste riserve si sono in gran parte esaurite. Le famiglie a basso e medio reddito negli Stati Uniti hanno consumato le proprie scorte: secondo la Fed, il 25% più povero dei percettori di reddito è rimasto con meno di 3.000 dollari", spiega Kuipers. Guardando al futuro, l'interrogativo importante è quanta pressione i consumatori possano ancora sopportare. "La stagione delle festività è stata un banco di prova importante. Gli ultimi report di Amazon e di altri rivenditori online non sono incoraggianti. La conferma di un andamento dei consumi più debole potrebbe facilmente esercitare nuove pressioni sulle aziende tecnologiche statunitensi e, per estensione, sull'intero mercato azionario. Perché un'economia che impoverisce i propri clienti non può continuare a crescere all'infinito", conclude l'esperto.
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0911:46 gen 2026