MILANO (MF-NW)--All'inizio del 2026, il contesto geopolitico è tornato al centro dell'attenzione. Dopo solo due settimane da inizio anno, "il presidente Trump ha già invaso il Venezuela, minaccia di fare lo stesso con la Colombia e la Groenlandia e afferma di tenere sotto osservazione anche la situazione in Iran. Negli Stati Uniti, Trump continua a generare turbolenze, con la convocazione in giudizio del presidente della banca centrale, Jerome Powell, che rappresenta l'episodio più recente e controverso. Nel frattempo, la guerra in Ucraina prosegue e la Cina aumenta la pressione su Taiwan", commenta Simon Wiersma, Investment Manager di Ing.
INVESTITORI NON PERCEPISCONO (ANCORA) RISCHIO DI ESCALATION
Attualmente, gli investitori non percepiscono il rischio di escalation, mentre i mercati, abituati alle dichiarazioni del presidente Trump, non reagiscono in modo immediato. "Sia l'indice S&P 500 sia lo Stoxx Europe 600 hanno toccato nuovi massimi storici questa settimana e non si osserva alcuna tendenza di tipo Sell America", prosegue l'esperto. Il rendimento del Treasury a 10 anni è rimasto stabile, mentre il dollaro ha registrato un lieve apprezzamento. Al contrario, il prezzo del petrolio è salito del 7% in una settimana, reagendo alle tensioni in Iran. "Si tratta tuttavia in larga misura di un movimento speculativo: non vi è alcuna prospettiva concreta di carenze di offerta, neppure in caso di un'ulteriore escalation della situazione iraniana. Tra gli investimenti che beneficiano di una fuga verso la qualità figurano i metalli preziosi, come oro e argento, anche se le forti oscillazioni, in particolare dell'argento, indicano una presenza significativa di speculazione", spiega Wiersma.
DIVERSO CONTESTO GEOPOLITICO COMPORTA DE-GLOBALIZZAZIONE
Il diverso contesto geopolitico comporta cambiamenti strutturali, come una tendenza verso la de-globalizzazione. "I dazi sulle importazioni statunitensi e le restrizioni alle esportazioni hanno, in teoria, un effetto negativo sulla crescita economica globale. Le catene di fornitura stanno diventando meno globali e più localizzate, con un conseguente aumento dei costi per le imprese. Finora, tuttavia, l'impatto sulla crescita (degli utili) è stato contenuto. Le aziende sono riuscite a trasferire i maggiori costi o adeguare le proprie supply chain", commenta l'esperto. Inoltre, la spesa pubblica è in aumento, soprattutto nell'Eurozona.
FASI DI CORREZIONE RAPPRESENTANO OPPORTUNITÀ DI ACQUISTO
"L'aumento dell'incertezza geopolitica può generare preoccupazione tra gli investitori e riflettersi in una maggiore volatilità dei mercati finanziari", spiega Wiersma. Tuttavia, "la storia insegna che la nervosità dei mercati tende generalmente a rientrare rapidamente dopo una crisi. Uscire dal mercato a ogni riacutizzarsi delle tensioni geopolitiche avrebbe significato rinunciare a rendimenti interessanti. È quindi fondamentale mantenere la calma e concentrarsi sul lungo periodo e sui fondamentali: crescita economica e profitti aziendali. Finché questi restano solidi, ogni fase di correzione rappresenta un'opportunità di acquisto", conclude l'esperto.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
1418:04 gen 2026