01:17 | 28 gen 2026

FOCUS: in Italia torna fiducia su crescita ricavi e marginalità del lusso (Deloitte)

MILANO (MF-NW)--Nonostante il contesto incerto, segnato da conflitti geopolitici, dazi e tensioni commerciali, l’Italia si conferma nel 2026 il mercato in cui i manager italiani del settore Luxury sono più fiduciosi. L’84% prevede ricavi stabili o in crescita (contro una media globale del 66,9%), mentre il 70% si aspetta una tenuta o un aumento dei margini operativi, in linea con il dato globale. Tra i top manager del settore del lusso, in Italia e a livello globale, prevale comunque un approccio pragmatico dettato dal contesto economico, con la necessità di concentrare le risorse su innovazione, customer experience, talenti e brand reputation. Malgrado il rallentamento della crescita interna degli ultimi due anni, la Cina continua ad avere un ruolo centrale nel mercato globale del lusso, con il 19,3% degli executive coinvolti nella survey che si aspettano resti il principale motore della domanda a livello mondiale.

Sono queste alcune delle principali evidenze del report Global Powers of Luxury 2026 di Deloitte, condotto su 420 executive del settore Luxury provenienti da 10 Paesi (Italia, Francia, Spagna, Regno Unito, Svizzera, Stati Uniti, India, Arabia Saudita/Emirati Arabi Uniti, Corea del Sud e Giappone). "Nei prossimi dodici mesi, il settore globale del lusso si prepara a perseguire la crescita adottando un approccio pragmatico con investimenti mirati. Il sentiment degli executive coinvolti nella survey descrive un’industria fiduciosa ma prudente: le aziende puntano su disciplina di prezzo, efficienza operativa e investimenti selettivi, intervenendo con attenzione su risorse, forza lavoro e dimensione della rete retail", analizza Ida Palombella, Global Fashion & Luxury Leader di Deloitte. "In una fase di consolidamento strategico in cui tecnologia, brand ed esperienza diventano essenziali per sostenere desiderabilità e resilienza in un mercato globale più selettivo, i player del lusso si stanno sempre più concentrando su innovazione, operazioni abilitate dall’AI, customer experience e reputazione".

Secondo il report di Deloitte, spiega una nota, l’intelligenza artificiale (31,7% media global, 30% Italia) emerge come il driver trasformativo principale, considerata la chiave per sbloccare efficienza, personalizzazione e creatività. I dati della survey mostrano una divisione tra aziende che stanno valutando l’adozione (40,7% media global, 30% Italia) e aziende che stanno implementando la GenAI in aree selezionate (41,2% media global, 58% Italia). Soltanto circa una su otto (11,9% media global, 6% Italia) dichiara che la GenAI è già integrata nelle funzioni più rilevanti. I Paesi in cui l’adozione della GenAI è in stato avanzato sono la Corea del Sud (20%), gli Stati Uniti (18%) e la Svizzera (18%).

Quanto alle previsioni per il 2026, dopo la Cina (19,3%) secondo gli intervistati a livello global la crescita del settore sarà trainata da Giappone (19%), Medio Oriente (17,9%), Asia Pacifico (14,3%) e India (11,9%). Guardando ai segmenti, dal report emerge un grande focus sulle esperienze, con una concentrazione netta sul Travel (36,2%). Le aspettative di crescita risultano più moderate per Beauty (18,6%), Apparel & Footwear (17,4%), Jewelry (9,3%) e Orologi (9%) mentre quote più contenute sono attribuite a Fine dining/food & beverage (5%) e Leather goods (4,5%).

com/pl


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