12:54 | 05 feb 2026

FOCUS: politica monetaria 2026, le banche centrali hanno già indicato la via (Ofi Invest Am)

MILANO (MF-NW)--Nel 2026, le principali banche centrali globali seguiranno traiettorie divergenti, con possibili impatti sui mercati valutari. "Oltre a perseguire i loro obiettivi di politica monetaria, noi di Ofi Invest Am riteniamo che le banche centrali abbiano anche chiaramente indicato le proprie intenzioni per i prossimi mesi", commenta Daniel Bernardo, Co-Head of Money Market Strategies di Ofi Invest Am.

FED NON HA ANCORA RAGGIUNTO POSIZIONE NEUTRALE

Tra giugno 2024 e giugno 2025, la Banca Centrale Europea ha avviato un ciclo di allentamento della politica monetaria, effettuando otto tagli dei tassi di interesse. Questo ha portato il tasso di riferimento al 2%, livello che la Bce considera appropriato al contesto attuale. La Federal Reserve, invece, ha ridotto i tassi in modo meno rapido e meno marcato rispetto alla controparte europea. Nella seconda metà del 2025, la Fed ha effettuato tre tagli, portando i tassi di riferimento in un intervallo compreso tra il 3,50% e il 3,75%. "L'istituto di credito statunitense non ha quindi ancora raggiunto una posizione pienamente neutrale, sebbene non ne sia molto distante, e questo perché la crescita resiliente e l'inflazione ancora relativamente elevata degli Usa l'hanno spinta ad adottare un atteggiamento piuttosto prudente, con grande disappunto del presidente Donald Trump e dei suoi sostenitori, che fanno pressione per tassi più bassi", spiega l'esperto. Infine, la Bank of England ha ridotto il proprio tasso al 3,75%, mentre la Bank of Japan ha aumentato il tasso di riferimento principale dallo 0,50% allo 0,75%.

NOMINA WAESH AUMENTA INCERTEZZA SU PROSSIME MOSSE FED

"Per quanto riguarda la Bce, l'ormai prolungato periodo di stop al taglio dei tassi fa pensare non sembra volersi arrestare, almeno nel breve termine; ciò significa che l'istituto di Francoforte potrebbe mantenere il tasso sui depositi al 2% per tutto il 2026. Passato questo periodo, saranno le condizioni economiche a dettare il prossimo intervento, quindi al momento è impossibile prevederne la direzione", continua Bernardo. Sulla politica monetaria della Fed, invece, recentemente sono emersi nuovi dubbi, a causa della nomina di Kevin Warsh a nuovo governatore, che ha ricevuto un forte endorsment dal presidente Trump. "Ciò ha portato alcuni a credere che la Fed avrebbe iniziato a essere più allineata alla politica della Casa Bianca e quindi rischi al ribasso, ma in realtà il consenso più diffuso sui mercati è che questi siano limitati e che non si vedranno significativi cambiamenti rispetto alla precedente amministrazione; consenso che anche Ofi Invest Am condivide", spiega l'esperto.

BOJ CONTINUERÀ AD AUMENTARE I TASSI

"Questo comporta che lo scenario più probabile vede ancora altri due tagli dei tassi negli Stati Uniti nel corso dell'anno, che dovrebbero portare gli interessi sui Fed Funds in territorio neutrale, tra il 3,0% e il 3,5%", prosegue Bernardo. "Attualmente è molto difficile che il livello scenda ulteriormente, a causa della resilienza dell'economia mostrata da Washington e di un'inflazione che con ogni probabilità rimarrà superiore al 2%", continua l'esperto. Al momento, l'unica tra le principali banche centrali che sembra intenzionata a procedere con un inasprimento della politica monetaria sembra essere la Bank of Japan, la quale dovrebbe continuare ad aumentare i tassi nel corso dell'anno, pur mantenendo un approccio prudente.

cba


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0512:54 feb 2026