06:09 | 11 feb 2026

FOCUS: fondamentali mercati emergenti sembrano superiori in 2026 (Robeco)

MILANO (MF-NW)--Nel 2025, l'indice Msci Emerging Markets Imi ha messo a segno un rialzo superiore al 26,7%, replicando sostanzialmente la dinamica positiva già osservata nel 2024. La differenza significativa è che nel 2025 i mercati emergenti hanno ampiamente superato i mercati sviluppati. Tra i principali driver di questo risultato, commenta Wim-Hein Pals, Head of Emerging Markets Equities di Robeco, figurano valutazioni attraenti, crescita degli utili più rapida rispetto ai mercati maturi, riallocazione degli investimenti dai titoli statunitensi, sottorappresentazione nei portafogli globali e un contesto macroeconomico favorevole nei Paesi emergenti.

COREA IN TESTA, MENTRE INDIA SOTTOPERFORMA ATTESE

"La grande sorpresa dei mercati emergenti quest'anno è stata la Corea, trainata dal doppio motore della domanda di memorie legate all'intelligenza artificiale e dalle riforme di governance. Le elezioni presidenziali di giugno hanno rafforzato la convinzione che le riforme corporate continueranno e hanno determinato un forte rialzo dell'80% da inizio anno dell'indice Msci Korea (in euro), che a nostro avviso ha ancora margini di crescita", spiega l'esperto. La Cina ha beneficiato di un momento DeepSeek nella tecnologia, con rapida adozione di modelli di AI locali e investimenti statali strategici in semiconduttori e infrastrutture AI, sostenendo una graduale ripresa degli utili nonostante i controlli sulle esportazioni. L’India ha invece registrato performance inferiori alle attese, penalizzata da flussi esteri negativi e beta più basso, sebbene l’impatto dei dazi Usa sia stato limitato. Infine, Taiwan e altri esportatori asiatici sono stati supportati dall’aumento delle esportazioni tecnologiche, nonostante le preoccupazioni speculative legate all’AI.

PROSPETTIVE RESTANO COSTRUTTIVE IN 2026

Nel 2026, "i titoli azionari dei mercati emergenti sono destinati a registrare una performance robusta, sostenuta dall'allentamento delle condizioni monetarie, da una maggiore crescita degli utili, da valutazioni interessanti, da un ulteriore miglioramento della corporate governance e da bilanci fiscali più sani", prosegue Pals. "Le valutazioni rimangono molto interessanti, con uno sconto rispetto ai mercati sviluppati che si è leggermente ridotto, ma che rimane comunque generoso, pari al 30%", spiega l'esperto. Si tratta di un'anomalia insostenibile, ma non è solo una questione di valutazioni. "Riteniamo che la guerra commerciale sia ormai ampiamente scontata negli asset dei mercati emergenti e il consenso per il 2026 prevede una ripresa della crescita degli utili su tutta la linea: 17% per i mercati emergenti, 13% per quelli sviluppati. Sarà quindi il terzo anno consecutivo in cui il contesto degli utili nei Paesi emergenti sarà migliore rispetto a quello dei Paesi ricchi", dichiara Pals. Inoltre, la disciplina fiscale nei Paesi emergenti dovrebbe stabilizzare il debito, con un deficit aggregato atteso al 4,2% del Pil.

FOCUS SU COREA, INDONESIA E VIETNAM

"Rimaniamo sovrappesati sulla Corea e su Indonesia e Vietnam. Rimaniamo cauti su Cina e India, quest'ultima a causa di metriche di valutazioni ancora troppo elevate", commenta l'esperto. "Nel caso della Cina, gli ultimi dati sugli utili mostrano una lenta ripresa degli utili, con la crescita dell'Eps trainata dai buyback e dai margini", continua Pals. Nel resto dei mercati emergenti, "apprezziamo il Sudafrica (spinta dai termini di scambio, dal rialzo dei metalli del gruppo dell'oro e del platino, dai rendimenti obbligazionari più bassi e dal successo iniziale delle riforme), gli Emirati Arabi Uniti (crescita composta a lungo termine), la Grecia e la Polonia (spinta dagli investimenti dell'UE). In America Latina preferiamo il Messico e il Cile rispetto agli altri", conclude l'esperto.

cba


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1118:09 feb 2026