07:34 | 16 feb 2026

FOCUS: tre sorprese sui mercati per il 2026 (State Street Im)

MILANO (MF-NW)--In mercati finanziari caratterizzati da una crescente incertezza, tre sorprese potrebbero distinguere il 2026: le small cap potrebbero sovraperformare le large cap, l'inflazione potrebbe sorprendere al ribasso e il settore sanitario potrebbe battere l'indice S&P 500, dichiara Michael Arone, Chief Investment Strategist di State Street Investment Management.

1. LE SMALL CAP SOVRAPERFORMANO LE BIG CAP

A gennaio gli Etf statunitensi hanno registrato afflussi record per 165 miliardi di dollari, mentre gli Etf sulle small cap hanno subito deflussi per 4,7 miliardi. Le performance delle small cap, infatti, sono state inferiori a quelle delle large cap per nove anni consecutivi, la serie negativa più lunga mai registrata. In questo contesto, le small cap risultano più convenienti circa l'80% delle volte, mentre la concentrazione di mercato si è intensificata. "Le small cap sono profondamente sfavorite. E la combinazione di sentiment debole, concentrazione estrema e valutazioni relative scontate crea le condizioni per una possibile sorpresa positiva, soprattutto se la narrativa di mercato dovesse ampliarsi oltre le società a maggiore capitalizzazione", commenta l'esperto. "Un detto di mercato recita: Come va gennaio, così va l'anno. Storicamente, quando le small cap sovraperformano le large cap a gennaio, finiscono per batterle sull'intero anno in oltre il 60% dei casi. Con un presagio favorevole, a gennaio le small cap hanno nettamente superato le large cap", dichiara Arone. Inoltre, alcuni fattori fondamentali e macroeconomici rafforzano questa prospettiva: spread high yield contenuti, una curva dei rendimenti più ripida e un dollaro più debole sono stati storicamente favorevoli alla performance delle small cap. Allo stesso tempo, deregolamentazione e un rinnovato spirito imprenditoriale potrebbero rilanciare M&A e Ipo, migliorando ulteriormente le prospettive del settore. Infine, "Quando i tagli dei tassi della Fed raggiungeranno il 2%, evento probabilmente imminente, le small cap, più sensibili alle variazioni dei costi di finanziamento, potrebbero acquisire un vantaggio", spiega l'esperto.

2. L'INFLAZIONE SORPRENDE AL RIBASSO

Molti investitori temono una nuova fiammata inflazionistica nel 2026. Tuttavia, diversi indicatori suggeriscono il contrario. Innanzitutto, i prezzi del petrolio restano sotto controllo: le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti, Iran e Venezuela hanno spinto temporaneamente il greggio verso l'alto, ma con un eccesso di offerta strutturale è difficile immaginare un aumento sostenuto. L'International Energy Agency, infatti, prevede un surplus globale di petrolio nel 2026 e l'Opec+ ha già ripreso ad aumentare la produzione. Anche il mercato del lavoro mostra segnali di raffreddamento. "Il mercato è passato dal job hopping al job hugging, ovvero la tendenza a restare più a lungo nello stesso ruolo per sicurezza o comodità. Secondo il report Job Hugging di Monster, quasi la metà dei lavoratori occupati dichiara di voler restare dov'è. E il 75% prevede di rimanere nel proprio attuale impiego per almeno altri due anni", commenta l'esperto. "L'aumento dei salari è un ingrediente chiave dell'inflazione. Ma dimissioni stagnanti, diffuso job hugging, un mercato del lavoro in raffreddamento e una crescita della produttività del settore non agricolo suggeriscono che l'inflazione salariale è contenuta", dichiara Arone. Anche i costi degli alloggi, che comprendono affitti e l'affitto equivalente per i proprietari (Oer) e rappresentano circa il 35% dell'Indice dei Prezzi al Consumo (Cpi), potrebbero contribuire a frenare l'inflazione.

3. IL SETTORE SANITARIO BATTE L'S&P 500

"Il settore sanitario ha faticato nell'ultimo decennio, riuscendo a sovraperformare l'S&P 500 solo due volte negli ultimi 10 anni solari: nel 2018 e nel 2022", commenta l'esperto. Oggi, con meno del 10%, il settore si trova vicino ai minimi degli ultimi 40 anni in termini di quota sulla capitalizzazione complessiva del mercato azionario statunitense. "Non sorprende che nemmeno gli investitori in Etf abbiano mostrato grande entusiasmo per il settore. Negli ultimi 12 mesi, il settore si colloca al quarto posto dal basso tra gli 11 settori economici per flussi, con appena 537 milioni di dollari raccolti, ben al di sotto del settore industriale, leader con 10,6 miliardi di dollari raccolti nello stesso periodo", commenta Arone. Tuttavia, "le scarse performance, i flussi modesti e il sentiment depresso degli investitori costituiscono la ricetta perfetta per una sorpresa positiva nel settore sanitario quest'anno. Inoltre, il settore è scambiato con uno sconto superiore al 20% rispetto al mercato azionario più ampio, creando un'interessante opportunità di valutazione", conclude l'esperto.

cba


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

1619:34 feb 2026