MILANO (MF-NW)--L'economia globale si muove in un contesto di crescita solida, sostenuta da politiche fiscali espansive e dal buon andamento degli utili aziendali. Permangono tuttavia elementi di incertezza: le tensioni geopolitiche e le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, hanno esercitato pressioni sul dollaro, favorendo l'interesse per i metalli preziosi come strumento di diversificazione, commenta Valentin Bissat, Chief Economist & Senior Strategist di Mirabaud Asset Management.
IN EUROPA, BILANCIO DEI RISCHI FAVORISCE UN ALLENTAMENTO
Negli Stati Uniti, la crescita prevista per il 2026 dovrebbe attestarsi intorno al 2,5%. Inoltre, l'allentamento monetario avviato nel 2025 continuerà a sostenere l'economia, con due ulteriori tagli dei tassi previsti nella seconda metà dell'anno. Dal punto di vista fiscale, "le famiglie dovrebbero ricevere significativi rimborsi alla fine del primo trimestre grazie alle misure di alleggerimento approvate con il Big Beautiful Bill nel 2025", prosegue l'esperto. In Europa, invece, i dati registrano una crescita moderata senza accelerazioni significative. Le condizioni per un taglio dei tassi da parte della Banca Centrale Europea rimangono elevate, ma il bilancio dei rischi favorisce ora un allentamento. "Il rallentamento dell'inflazione, legato al calo dei prezzi dell'energia, alla crescita dei salari più debole e alla forza dell'euro, potrebbe offrire un certo margine di manovra nella seconda metà dell'anno. Un apprezzamento prolungato della moneta unica potrebbe inoltre pesare sull'attività in una regione fortemente dipendente dalle esportazioni e già colpita dai dazi introdotti lo scorso anno dall'amministrazione statunitense", spiega Bissat. "In questo contesto di accelerazione della crescita e di politica monetaria stabile o leggermente più accomodante, non prevediamo una contrazione significativa dei multipli. Tuttavia, date le persistenti incertezze geopolitiche, la diversificazione tra regioni, settori e fattori rimane essenziale", dichiara l'esperto.
AZIONARIO MERCATI EMERGNETI OFFRE ROBUSTA CRESCITA UTILI
I risultati aziendali del quarto trimestre si sono mostrati solidi: le società tech Usa dovrebbero registrare una crescita degli utili di quasi il 30% nel 2026, rispetto a circa il 15% del mercato nel suo complesso. In Europa, la crescita degli utili si attesterà intorno al 12%, mentre i mercati emergenti registreranno un'espansione del 18%. Per quanto riguarda l'azionario, prosegue Bissat, "privilegiamo in questa fase i mercati emergenti in quanto la crescita degli utili rimane robusta, i fondamentali economici sono migliorati e il contesto commerciale, sebbene ancora caratterizzato dalle tensioni innescate dalla guerra commerciale degli Stati Uniti, si è stabilizzato". Inoltre, le banche centrali mantengono politiche monetarie ampiamente accomodanti e la debolezza del dollaro fornisce un ulteriore fattore di supporto. "Abbiamo anche ridotto la nostra esposizione ai settori difensivi a favore dei segmenti value. In particolare, abbiamo aumentato la nostra allocazione nel settore dei materiali in Europa, sostenuta da una view costruttiva sui settori metallurgico e minerario sia in Europa che negli Stati Uniti. Al contrario, abbiamo rivisto al ribasso il nostro posizionamento sul settore del food retail in Europa, data la prospettiva di crescita più limitata", spiega l'esperto.
ORO COME STRUMENTO DI DIVERSIFICAZIONE, SOSTENUTO DA CRISI DOLLARO
Per quanto riguarda l'obbligazionario, "i rendimenti restano una delle principali preoccupazioni per gli investitori: un rialzo dei tassi a lungo termine rappresenta uno dei rischi più rilevanti per gli asset di rischio", dichiara Bissat. In questo contesto, i Treasury offrono un potenziale di diversificazione più limitato. "Manteniamo pertanto una posizione di sottopeso e una duration inferiore a quella del mercato sui titoli sovrani Usa", spiega l'esperto. In questo quadro, l'oro appare uno strumento di diversificazione più solido rispetto ai governativi statunitensi. "Le sanzioni occidentali contro la Russia hanno evidenziato l'utilizzo del dollaro come strumento coercitivo nei confronti dei Paesi non allineati, rafforzando l'attrattiva dell'oro come bene rifugio e asset di diversificazione", continua Bissat. L'argento, invece, è salito del 19% a gennaio, dopo aver registrato un incremento del 148% nel 2025. La correzione registrata a fine mese, inoltre, non mette in discussione la tendenza strutturale a favore dei metalli preziosi. Infine, il contesto geopolitico ha pesato sul dollaro. "Le dichiarazioni di Trump, che ha affermato di non essere preoccupato per la debolezza del biglietto verde, sono state interpretate dagli investitori come un segnale di non intervento, rafforzando il trend ribassista", spiega l'esperto. In questo scenario, "privilegiamo dunque l'oro, inserito in un trend strutturalmente rialzista, e gli asset reali. Manteniamo inoltre un sottopeso sul dollaro nei portafogli e una view positiva sui metalli industriali", conclude Bissat.
cba
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
1711:18 feb 2026