MILANO (MF-NW)--Le crescenti preoccupazioni sull'impatto dell'AI sull'economia globale hanno alimentato la volatilità dei mercati, mentre le dichiarazioni di diverse società sull'uso dell'intelligenza artificiale per incrementare produttività ed efficienza hanno messo sotto pressione i settori di trasporti, asset management e software. Sul fronte macroeconomico, negli Stati Uniti "i dati hanno mostrato un quadro misto: occupazione più forte delle attese ma revisione annua debole, consumi e costo del lavoro in rallentamento e inflazione in moderazione. Questo ha spinto il mercato a ipotizzare fino a tre tagli dei tassi da parte della Federal Reserve nel 2026, favorendo il calo dei rendimenti dei Treasury", commenta il Team Advisory e Gestione di Intermonte.
PREOCCUPAZIONI AI SPINGONO AL RIBASSO SOFTWARE, TRASPORTI E ASSET MANAGEMENT
"Le preoccupazioni legate al ruolo dell'intelligenza artificiale nell'economia mondiale e al suo impatto sulle diverse realtà industriali hanno reso nervosi i mercati la scorsa settimana, anche se complessivamente i cali dei principali indici sono stati contenuti", spiegano gli esperti. Le Magnifiche 7, invece, hanno registrato un ribasso più marcato (-3,23%), con Microsoft e Amazon tecnicamente entrate in bear market per via di perdite oltre il 20% rispetto ai massimi di ottobre 2025. Le dichiarazioni di Algorhythm Holdings, secondo cui il sistema proprietario consentirebbe ai clienti di aumentare i volumi di carico dal 300% al 400% senza incrementare il numero di dipendenti, hanno pesato sul settore dei trasporti. Il settore dell'asset management, invece, era entrato in crisi pochi giorni prima dopo che la società statunitense Blue Owl aveva reso nota l'implementazione di un sistema di analisi del credito basato sull'AI in grado di ridurre il tempo di analisi per operazione da giorni a pochi minuti. "A preoccupare il mercato è stata la possibilità di offrire prodotti di investimento con commissioni di gestione ridotte, grazie ai risparmi operativi derivanti dall'automazione. Sorte analoga è toccata al comparto software", commentano gli esperti. In questo contesto, "negli Stati Uniti prosegue il flusso di emissioni corporate da parte delle società del settore tecnologico per finanziare gli investimenti in AI; l'ultima in ordine di tempo a ricorrere a questo strumento è stata Alphabet, che ha raccolto circa 32 miliardi di dollari in meno di 24 ore", spiegano gli analisti. Il ricorso al debito da parte delle big tech Usa sta destando preoccupazione tra diversi operatori, alimentando l'attività sul mercato dei Credit Default Swap. "I Cds legati a singole società Big Tech high grade non esistevano fino a un anno fa; oggi, secondo la Depository Trust & Clearing Corporation, sono tra i contratti statunitensi più scambiati al di fuori del settore finanziario", puntualizzano gli esperti.
FED, ATTESI TRE TAGLI NEL 2026
Sul fronte macroeconomico, negli Stati Uniti i dati più recenti hanno delineato uno scenario contrastante. Il report sull'occupazione ha evidenziato la solidità del mercato del lavoro, registrando 130.000 nuovi posti. Tuttavia, la revisione al ribasso dei dati del 2025 restituisce un quadro meno favorevole: con soli 181.000 nuovi occupati nell'arco dell'anno, il mercato del lavoro ha registrato i livelli più bassi dal 2003, escludendo la fase pandemica. Contemporaneamente, proseguono gli analisti, "altri indicatori suggeriscono un rallentamento sia dei consumi sia dei costi: le vendite al dettaglio di dicembre sono rimaste invariate, deludendo le attese, mentre l'Employment Cost Index è salito dello 0,7%, segnando il valore più contenuto dal 2001. Il dato più atteso era quello sull'inflazione di gennaio, risultata in rallentamento (+0,2%) e al livello più basso degli ultimi sei mesi". Nonostante la tenuta dei costi nel settore dei servizi, la stabilità dei prezzi dei beni e il raffreddamento complessivo dell'indice hanno rassicurato gli investitori. Queste pubblicazioni hanno modificato le aspettative del mercato, che ora scommette su tre tagli dei tassi nel corso del 2026.
EUROPA LAVORA SU AGENDA STRATEGICA 2024-2029
In Europa, l'evento principale è stato il vertice informale dei leader dell'Unione Europea dedicato alla definizione dell'Agenda Strategica 2024-2029. "L'obiettivo è stabilire le priorità del prossimo ciclo istituzionale, con particolare attenzione al rafforzamento della competitività economica rispetto a Stati Uniti e Cina, alla riduzione della burocrazia e al potenziamento dell'industria della difesa. È emersa inoltre la volontà di proseguire nella transizione ecologica, ricercando un equilibrio che tuteli la coesione sociale e la produzione industriale europea", spiegano gli esperti. Per quanto riguarda l'Italia, secondo l'ultima rilevazione Istat, nel corso del 2025 la produzione industriale ha registrato una flessione dello 0,2% rispetto all'anno precedente. A dicembre 2025, l'indice destagionalizzato è stimato in calo dello 0,4% rispetto a novembre, mentre su base annua si evidenzia un aumento del 3,2%.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
1712:51 feb 2026