MILANO (MF-NW)--L’esito dei negoziati per nominare il nuovo presidente della Banca Centrale Europea rimane altamente incerto, indipendentemente dal fatto che Christine Lagarde lasci l’incarico in anticipo, affermano gli strategist di Unicredit.
Un sondaggio di Bloomberg condotto il 19-20 gennaio indica che gli economisti considerano Klaas Knot (ex governatore della Banca centrale olandese, generalmente ritenuto di orientamento restrittivo) e Pablo Hernández de Cos (ex governatore della banca centrale spagnola, ora alla guida della Banca dei Regolamenti Internazionali e considerato centrista) come i successori più probabili di Lagarde. "La nostra valutazione è in larga misura in linea con i risultati del sondaggio. Tuttavia, osserviamo anche che la nomina di Lagarde nel 2019 smentì le aspettative. In ultima analisi, la decisione sarà politica, modellata da fattori che potrebbero non essere ancora visibili in questa fase", aggiungono gli esperti.
Tuttavia, puntualizzano da Unicredit, tre punti meritano di essere sottolineati:
1) La Germania detiene già diverse posizioni apicali nell’Ue, ovvero la presidenza della Commissione Europea (Ursula von der Leyen), la presidenza del Consiglio di vigilanza della Bce (Claudia Buch) e la presidenza dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Verena Ross, sebbene il suo mandato termini a ottobre). Pertanto, sebbene la Germania non abbia mai ricoperto la presidenza della Bce, l’attuale distribuzione delle cariche di alto livello nell’UE rende improbabile una scelta tedesca. Oltre alle questioni di rappresentanza, un profilo tedesco tradizionalmente restrittivo probabilmente faticherebbe a ottenere sostegno nel Consiglio dell’UE e potrebbe non allinearsi bene con l’equilibrio delle posizioni all’interno del Consiglio direttivo della Bce, spiegano da Unicredit.
2) Un accordo “a pacchetto” mirerebbe probabilmente a mantenere l’attuale equilibrio interno: una “colomba” (attualmente Lane), un centrista (Lagarde) e un “falco” (Schnabel). L’abbinamento delle tre nomine semplificherebbe la ricerca di un equilibrio tra orientamenti di politica monetaria e provenienze nazionali.
3) Qualora Lagarde lasciasse anticipatamente l’incarico, ciò contribuirebbe a evitare un processo di nomina complesso e controverso che coinvolgerebbe un potenziale presidente francese di estrema destra, circostanza che dovrebbe essere considerata una buona notizia per i mercati e per la posizione internazionale dell’euro.
Detto ciò, concludono da Unicredit, "tali benefici dovrebbero essere attentamente soppesati rispetto al rischio che una strategia di nomina concepita per prevenire la scelta del prossimo presidente francese possa alimentare sentimenti populisti e anti-establishment, non solo in Francia ma in tutta Europa. I leader dell’Ue e la Bce devono gestire questo processo con grande cautela, per non compromettere l’indipendenza percepita della Banca centrale".
alb
alberto.chimenti@mfnewswires.it
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
1911:43 feb 2026