10:52 | 23 feb 2026

FOCUS: commercio globale sta cambiando con aumento protezionismo Usa (Capital Group)

MILANO (MF-NW)--L'aumento del protezionismo negli Stati Uniti sta modificando il commercio globale. Nonostante la resilienza dell'economia americana, i dazi stanno spingendo le catene di approvvigionamento verso Asia ed Europa, rendendo più diversificati i flussi di merci e capitali, commenta Jared Franz, Us economist di Capital Group.

STATI UNITI APPLICANO POLITICHE VOLTE A RIDURRE IL DEFICIT

I flussi del commercio globale stanno attraversando una fase decisiva di ristrutturazione. "Solo due dei corridoi commerciali a più rapida crescita includono al momento gli Stati Uniti, a conferma di come le supply chain si stiano già reindirizzando attraverso l'Asia e l'Europa, mentre le aziende si adattano a un'economia mondiale più frammentata", spiega l'esperto. Questo riflette i continui sforzi della Cina di risalire la catena del valore, la progressiva diversificazione delle relazioni commerciali e il crescente peso dei blocchi regionali. In questo scenario, gli Stati Uniti non rappresentano più l'hub dominante dei flussi globali di merci come in passato. Tali dinamiche sono ulteriormente accentuate dall'orientamento più aggressivo della politica commerciale: il rapido incremento del livello effettivo dei dazi segna infatti un deciso cambio di rotta verso il protezionismo, con l'obiettivo di ridurre il deficit commerciale.

FLUSSI COMMERCIALI RISENTONO DI TENSIONI GEOPOLITCHE

"Nonostante queste misure abbiamo innalzato in maniera significativa i costi di importazione e aumentato la complessità della supply chain, l'impatto economico generale non è stato però così grave così ci si aspettava", prosegue Franz. I mercati dei capitali e il dollaro hanno mostrato resilienza, e gli Stati Uniti continuano a svolgere un ruolo centrale, seppur meno dominante rispetto al passato, nel commercio e nella finanza globale. Tuttavia, l'incertezza legata alle politiche dell'amministrazione Trump ha spinto numerosi Paesi a rafforzare i legami reciproci, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti come principale mercato di sbocco. Inoltre, "stiamo osservando un progressivo spostamento delle relazioni commerciali e degli investimenti diretti esteri (Ide) verso l'Asia e all'interno dell'Europa. Con gli Usa che innalzano barriere, i corridoi commerciali alternativi potrebbero diventare più attrattivi, riducendo potenzialmente il flusso di capitale estero nelle azioni e obbligazioni statunitensi nel corso del tempo". Nel complesso, il sistema globale appare sempre meno incentrato sugli Stati Uniti, mentre i flussi commerciali e di capitale diventano più diversificati, più concentrati a livello regionale e più influenzati dagli allineamenti geopolitici che dalla sola efficienza economica. "Per gli investitori, questo contesto implica una maggiore dispersione e la necessità di un posizionamento più attivo, man mano che le politiche commerciali continuano a evolversi", conclude l'esperto.

cba


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2310:52 feb 2026