12:01 | 23 feb 2026

FOCUS: Usa, due tagli in un’economia già troppo surriscaldata (Schroders)

MILANO (MF-NW)--Negli Stati Uniti, fondamentali solidi e politiche fiscali e monetarie accomodanti sosterranno la crescita nel 2026. Questo potrebbe spostare il mercato del lavoro dall'equilibrio di "basso livello di assunzioni, basso livello di licenziamenti" che aveva giustificato l'allentamento monetario della Federal Reserve. Tuttavia, il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, sembra intenzionato a spingere per almeno altri due tagli dei tassi. Agire in questa fase, con l'economia già in surriscaldamento, comporta il rischio di un ritorno dell'inflazione nel 2027, commenta George Brown, Senior Us Economist di Schroders.

ECONOMIA USA NON MOSTRA SEGNALI DI RALLENTAMENTO

"La robusta spesa dei consumatori ha sostenuto una solida espansione del 4,4% nel terzo trimestre del 2025, mentre le previsioni sul Pil della Fed di Atlanta suggeriscono che nel quarto trimestre sia stato raggiunto un ritmo altrettanto forte e generalizzato. Ciò dovrebbe garantire un notevole effetto di trascinamento per il 2026, che probabilmente è già iniziato su basi solide con l'attenuarsi degli effetti negativi dello shutdown", spiega l'esperto. La crescita sarà inoltre stimolata dalle politiche fiscali, con rimborsi medi annui previsti in aumento a 255 miliardi a febbraio, mentre l’abbassamento dei tassi nel 2025 potrebbe innescare un nuovo ciclo di credito per le famiglie. In questo contesto, "abbiamo rivisto al rialzo le nostre previsioni sul Pil per il 2026 al 3% e ora ci aspettiamo una crescita del 2,5% nel 2027", dichiara Brown. Sul fronte del mercato del lavoro, gli aumenti di produttività hanno aiutato le aziende a soddisfare la domanda senza aumentare il numero dei dipendenti, ma sospettiamo che la domanda di manodopera riprenderà quest'anno, via via che la crescita rimane forte e l'incertezza politica si attenua", prosegue l'esperto. Allo stesso tempo, politiche migratorie più restrittive potrebbero ridurre l’offerta di lavoratori, determinando un possibile rialzo dei salari e un aggiustamento del mercato del lavoro.

INFLAZIONE PREVISTA AL 2,7% NEL 2026

L'inflazione ha temporaneamente sorpreso al ribasso, con "lo shutdown che ha costretto il Bureau of Labor Statistics a ipotizzare che molti prezzi siano rimasti invariati tra settembre e ottobre. Ciò continuerà a impattare sui dati fino alla fine del 2026, il che spiega la maggior parte del nostro ribasso delle previsioni sull'inflazione per quest'anno", commenta Brown. Allo stesso tempo, i dazi hanno avuto un impatto minore del previsto sui prezzi dei beni. In questo contesto, "la nostra previsione attuale prevede un Cpi medio del 2,7% nel 2026, in calo rispetto al precedente 3,3%", dichiara l'esperto.

TAGLI AGGRESSIVI PORTANO RISCHIO RITORNO INFLAZIONE

La Federal Reserve mantiene un approccio più cauto rispetto a un ulteriore allentamento monetario. Questo atteggiamento riflette sia i dati macroeconomici più robusti del previsto, sia le pressioni e le critiche ricevute dall’amministrazione Trump. In definitiva, "riteniamo che il comitato sia ancora orientato verso un ulteriore allentamento nel 2026, dato che la maggior parte dei membri del Fomc continua a considerare i tassi restrittivi. La nomina di Kevin Warsh a presidente della Fed dovrebbe rafforzare questa volontà di tagliare i tassi, soprattutto alla luce della sua opinione sul fatto che l'intelligenza artificiale rappresenterà una forza disinflazionistica significativa. Pertanto, anche se i fondamentali potrebbero giustificare un atteggiamento restrittivo, ora prevediamo che il comitato procederà con un ulteriore allentamento di 50 punti base quest'anno", spiega Brown. "Tagliare i tassi in un'economia surriscaldata non è saggio. In precedenza avevamo ipotizzato che i tassi sarebbero rimasti invariati quest'anno. Tuttavia, abbiamo aggiornato al rialzo le nostre previsioni di inflazione al 2,8% nel 2027, rispetto al precedente 2,3%. E come mostra il nostro scenario Mid-term push, c'è il rischio che l'amministrazione decida di giocare il tutto per tutto prima delle elezioni di novembre", commenta l'esperto. "Ciò aggiungerebbe ulteriore carburante all'economia e aumenterebbe il rischio di un inasprimento correttivo in futuro", conclude Brown.

cba


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2312:01 feb 2026