11:25 | 25 feb 2026

FOCUS: Ucraina; dopo 4 anni, difesa europea resta al centro degli acquisti (Ig Italia)

MILANO (MF-NW)--A quattro anni dall'invasione russa dell'Ucraina, il mercato non considera più il conflitto come uno shock temporaneo. In questo contesto, la spesa per la sicurezza è in costante aumento, con un'accelerazione significativa nei settori della difesa, dell'aerospazio e delle tecnologie avanzate, in particolare missili e droni. Al contrario, i comparti maggiormente esposti agli effetti economici del conflitto, come energia e manifattura, continuano a operare in un contesto complesso, commenta Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di Ig Italia.

RISCHIO GEOPOLITICO DIVENTA STRUTTURALE

La guerra ha modificato il modo in cui gli investitori leggono il contesto in cui operano: spesa pubblica, sicurezza energetica, autonomia industriale e politica di difesa sono diventate fattori di valutazione importanti rispetto al periodo pre-2022. Inoltre, il contesto politico resta complesso dato che, alla vigilia dall'anniversario, il sostegno europeo a Kyiv è stato messo sotto pressione dal veto ungherese su sanzioni e finanziamenti, elemento che i mercati leggono come rischio di frammentazione decisionale in Europa.

ACQUISTI DIFESA EUROPEA RESTANO FORTI

Il settore della difesa resta uno dei comparti che registrano maggiori acquisti, sostenuto da fattori industriali e finanziari concreti. Le società della difesa presentano oggi un'elevata visibilità su ordini e ricavi, grazie a backlog molto consistenti e guidance solide che rafforzano la prevedibilità dei flussi futuri. Parallelamente, la spesa pubblica europea nel settore è diventata una priorità strategica: dopo il forte incremento registrato dal 2022, il trend di crescita appare destinato a proseguire anche nel periodo 2024-2026 e oltre. A questo si aggiunge una crescente preferenza per le filiere europee, è plausibile che nei prossimi mesi i fondi Ue destinati al supporto di Kyiv privilegino sempre più acquisti presso produttori europei, non senza frizioni con gli Stati Uniti, aumentando così la visibilità per l'intera catena industriale continentale, dall'aerospazio ai veicoli, dalle munizioni alla componentistica. Infine, il mercato continua a comprare il tema sicurezza. Gli investitori restano altamente reattivi alle notizie geopolitiche e il comparto non è più percepito come un semplice trade tattico legato all'emergenza, ma come un driver strutturale di allocazione di portafoglio.

FOCUS SU NUOVE TECNOLOGIE COME DRONI E MISSILI

Oltre alla difesa "pura", il mercato tende a premiare anche altri segmenti quando il focus si concentra su sicurezza e resilienza. Il comparto di difesa e aerospazio resta centrale. "L'intero ecosistema europeo beneficia di programmi di riarmo, rinnovo scorte e maggiore attenzione alla deterrenza. Leonardo ha mostrato un rialzo del 770% dal 24 febbraio 2022", spiega l'esperto. Inoltre, il conflitto ha accelerato lo sviluppo dell'industria delle nuove tecnologie, in particolare droni e missili, mentre Kyiv sta riaprendo in parte il canale export con prime licenze approvate. "Questo rafforza il focus degli investitori su tecnologie dual-use, sensoristica, software e catena di fornitura avanzata", prosegue Diodovich.

INVESTITORI MONITORANO CONTINUITÀ SUPPORTO POLITICO A KYIV

Quando il mercato intravede progressi diplomatici nelle fasi di negoziato, la rotazione cambia rapidamente verso settori "peace-sensitive". "In questi momenti salgono titoli esposti a ricostruzione, viaggi e banche con presenza nell'area, mentre la difesa tende a correggere nel breve. Non è un segnale di inversione strutturale, ma una rotazione tattica legata alle aspettative di pace", dichiara l'esperto. Guardando al futuro, gli investitori dovranno monitorare quattro variabili chiave. In primo luogo, la continuità del supporto europeo a Kyiv: eventuali tensioni politiche interne all'Ue, come un possibile veto ungherese, possono influenzare rapidamente il sentiment su difesa, titoli di Stato e settori esposti alla ricostruzione. In secondo luogo, l'evoluzione della spesa militare europea: il trend di crescita appare strutturale, ma saranno decisivi il ritmo degli stanziamenti e la loro distribuzione tra Paesi e aziende per determinare la performance relativa dei titoli. Terzo elemento cruciale è lo stato dell'infrastruttura energetica ucraina, in particolare la tenuta della rete elettrica, che rappresenta una variabile macro determinante per produzione industriale, inflazione, sostenibilità del bilancio pubblico e prospettive di ricostruzione. Infine, i segnali diplomatici e le conseguenti rotazioni settoriali: ogni avanzamento o stallo nei negoziati può innescare movimenti rapidi tra comparti legati alla difesa e quelli più esposti a una fase di normalizzazione e ricostruzione, rendendo il mercato ancora fortemente guidato dalle notizie.

SETTORI LEGATI ALLA RICOSTRUZIONE SPERIMENTANO VOLATILITÀ

In sintesi, a quattro anni dall'inizio della guerra, "i mercati stanno prezzando una nuova realtà europea: più spesa per la sicurezza, più attenzione alla resilienza industriale ed energetica, e maggiore sensibilità al rischio geopolitico", prosegue l'esperto. "La nostra lettura è che il settore della difesa europeo resti al centro degli acquisti per ragioni strutturali, backlog, ordini, priorità politica, filiera UE, mentre le aree più direttamente esposte agli effetti economici del conflitto, soprattutto energia, manifattura e domanda interna ucraina continuano a muoversi in un contesto difficile e incerto", spiega Diodovich. In parallelo, "i settori legati alla ricostruzione possono beneficiare di fasi di ottimismo diplomatico, ma con un profilo di volatilità elevato", conclude l'esperto.

cba


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2511:25 feb 2026