03:12 | 02 mar 2026

FOCUS: escalation M.Oriente porta titoli difesa in rally (HANetf)

MILANO (MF-NW)--Gli attacchi aerei statunitensi e israeliani, insieme alle azioni di ritorsione dell’Iran, hanno aumentato il rischio di una guerra su vasta scala in Medio Oriente, mentre l’ordine internazionale basato sulle regole, che in passato frenava le azioni degli Stati Uniti, sembra essere entrato in crisi. In questo quadro, "i titoli delle società legate alla difesa sono saliti in modo generalizzato: al momento in cui scriviamo, per esempio, Bae Systems registra un rialzo del 7%", commenta Tom Bailey, Head of Research di HANetf.

STATI DEL GOLFO CONCENTRATI SU INTERCETTAZIONI MISSILISTICHE

"Conta però anche la natura di quanto accaduto. Sono stati colpiti aeroporti e siti commerciali in Paesi che per anni si sono presentati come piattaforme globali per commercio e turismo, stabili e apolitiche", spiega l'esperto. "Nel contesto geopolitico che ci circonda, sempre più instabile, la vicinanza a una potenza ostile dotata di capacità missilistiche e di droni comporta rischi concreti", dichiara Bailey. La presunta intercettazione di tutti i missili balistici diretti verso i Paesi del Golfo è destinata a rafforzare la fiducia nei sistemi di difesa antimissile già in servizio. "I sistemi Patriot e Thaad, prodotti e manutenuti rispettivamente da RTX e Lockheed Martin, sembrano aver funzionato bene, ed è probabile che gli Stati del Golfo decidano di aggiornare e ampliare tali capacità, mentre altre aree prive di sistemi comparabili saranno richiamate alla propria vulnerabilità e alla necessità di dotarsi di difese antimissile", prosegue l'esperto. Inoltre, gli eventi del fine settimana hanno evidenziato che, nella nuova era di guerra con i droni, i soli sistemi antimissile di fascia alta non sono sufficienti. Diversi droni, infatti, sono riusciti a superare le difese dei Paesi del Golfo. "Questo sposta l'attenzione verso capacità specifiche anti-drone, in ambiti come la difesa aerea a corto raggio, le reti di rilevamento e la guerra elettronica", spiega Bailey. "Thales, che già collabora con gli Emirati Arabi Uniti su radar e sistemi di sorveglianza aerea, potrebbe essere ben posizionata. In modo analogo anche Rheinmetall, che in passato ha collaborato con realtà della difesa emiratine su sistemi di difesa a corto raggio progettati specificamente per contrastare i droni", commenta l'esperto.

INDISPENSABILI MEZZI EFFICACI PER CONTRASTARE DRONI

"Anche le società pure play specializzate nel contrasto ai droni potrebbero beneficiare di questo contesto. La società australiana DroneShield, che sviluppa e produce sistemi in grado di rilevare, tracciare e neutralizzare droni ostili utilizzando radar, radiofrequenze e software basato su intelligenza artificiale, è salita di oltre il 6% nella seduta di oggi", continua Bailey. Poiché la produzione di droni su larga scala è relativamente economica e questi dispositivi vengono spesso impiegati in grandi quantità, i governi hanno bisogno di sistemi altrettanto accessibili per neutralizzare tali minacce. "Un singolo drone può costare solo alcune decine di migliaia di dollari, mentre le difese aeree tradizionali utilizzano missili intercettori dal valore di diversi milioni. Ridurre questa asimmetria diventa cruciale: in questo senso, soluzioni come quelle di DroneShield sono destinate ad avere un ruolo centrale nella difesa aerea del futuro", spiega l'esperto. "La lezione appresa nel fine settimana è netta: chi si trova entro la distanza di ingaggio di una potenza ostile, capace di produrre e impiegare droni su larga scala, è, di fatto, vulnerabile. Gli Stati dell'Europa orientale e centrale, per esempio, rientrano nel raggio delle munizioni circuitanti russe. In un'era di crescente volatilità geopolitica, sono indispensabili sia difese antimissile credibili sia capacità efficaci di contrasto ai droni", conclude Bailey.

cba


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

0215:12 mar 2026