MILANO (MF-NW)--Il mercato dell'automotive a livello globale è atteso rimanere stabile nel 2026, con le tre principali regioni (Europa, Cina e Stati Uniti) destinate ad accentuare il disaccoppiamento emerso negli ultimi anni.
Lo segnala Julien Thomas, analista di Tp Icap, che alla luce del rallentamento della diffusione dei veicoli elettrici nei mercati occidentali, unito alla recente instabilità normativa, evidenzia la fine di un periodo "guidato da una forte volontà politica". Nel frattempo, la nuova politica tariffaria statunitense ha sconvolto i modelli operativi tradizionali delle case automobilistiche, che si basavano fortemente sulle esportazioni e sulle catene di approvvigionamento transnazionali.
In questo panorama, le case automobilistiche cinesi continuano a consolidare il loro status di "sfidanti inarrestabili" e, dopo aver eroso la quota di mercato dei produttori internazionali in patria, si stanno ora espandendo aggressivamente in Europa, dove il loro posizionamento ricorda già quello dei produttori coreani dei primi anni 2000.
Infine, la maggior parte delle case automobilistiche ha riconosciuto il fallimento delle proprie strategie incentrate esclusivamente sui veicoli elettrici a batteria e volte all'internalizzazione di componenti critici per i veicoli del futuro (software, batterie). Questo contesto complesso spiega la policrisi strutturale e ciclica che sta colpendo il settore e ci porta a privilegiare gli operatori con una forte esposizione alla Cina, un significativo potenziale di ottimizzazione e un'offerta tecnologica pragmatica.
L'aspetto più macroeconomico non è l'unico destinato a influenzare il settore nel corso del 2026. Thomas si sofferma su due notizie rilevanti: in primo luogo, la potenziale vendita di Novares, un fornitore francese con un fatturato di circa 1 miliardo di euro. L'azienda è stata indirettamente coinvolta nel fallimento della statunitense First Brands nel settembre 2025 ed è stata successivamente rilevata da una delle sue banche creditrici. Akwel "potrebbe essere un candidato naturale per l'acquisizione di Novares, considerando che il gruppo aveva già tentato un'acquisizione nel 2020. Oltre a offrire chiari vantaggi operativi e strategici, tale operazione sarebbe anche altamente redditizia (con un incremento del 25%-70% dell'utile per azione nel 2027-2028)".
In secondo luogo, Thomas ritiene che il "ciclo agricolo dovrebbe finalmente invertirsi nel 2026. La redditività delle aziende agricole è migliorata significativamente nel 2025 e il lungo ciclo di riduzione delle scorte da parte degli Oem è quasi giunto al termine". L'italiana Cofle "entra quindi nel 2026 con il pieno impatto del suo piano di ristrutturazione avviato nel 2024 e con la prospettiva di una ripresa nel suo mercato principale".
L'analisi di Tp Icap privilegia le storie di successo con una chiara inversione di tendenza. "Pertanto, valutiamo Cofle, Bertrandt e ora anche Forvia come buy, poiché i loro modelli di investimento sembrano ora soddisfare tutti i requisiti". Di contro, il giudizio hold è mantenuto su OPmobility, "il cui status di leader di mercato è ora, a nostro avviso, pienamente riflesso nel prezzo delle azioni", e su Plastivaloire. Valeo è promossa a hold da sell, "poiché consideriamo credibile la sua nuova roadmap", così come Akwel, "perché la sua valutazione sembra aver raggiunto un livello minimo".
Più precisamente, Cofle (buy, tp 5 euro) ha riportato per il primo semestre 2025 conti "relativamente solidi nonostante le condizioni di mercato estremamente sfavorevoli", ma il 2026 "rappresenterà la tanto attesa svolta nel ciclo agricolo". Gli analisti, in modo prudente, stimano una ripresa del portafoglio ordini per il gruppo nella seconda metà del 2026. "Nel frattempo, Cofle beneficerà di un effetto di comparazione" con il 2025 "favorevole" a livello di domanda nel settore agricolo e di impatto dei dazi statunitensi, "e della piena attuazione del piano di ristrutturazione presentato nella seconda metà del 2024 (che genererà risparmi per 2,5 milioni di euro), consentendo uno dei miglioramenti dell'Ebit più significativi" tra i titoli del settore sotto la copertura degli analisti. Parallelamente alla ripresa del settore agricolo, "il gruppo dovrebbe continuare a contare su un'attività Aftermarket dinamica, supportata dal lancio di nuove gamme di prodotti EPB e da recenti iniziative strategiche (nuovi clienti, nuove regioni come Brasile e India)". Tutti questi catalizzatori, segnalano da Tp Icap, non sono ancora stati prezzati dal mercato e il titolo continua a scambiare sui minimi storici, al contrario di altri Oem e fornitori come Comer. "È vero che il bilancio rimane un punto critico, ma riteniamo che la pubblicazione di una guidance che segnali esplicitamente questo punto di svolta costituirebbe il catalizzatore per una rivalutazione significativa", conclude Thomas.
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1611:55 mar 2026