01:06 | 20 apr 2026

FOCUS: instabilità geopolitica rimodella sicurezza energetica europea (HANetf)

MILANO (MF-NW)--Lo scoppio del conflitto in Medio Oriente ha rafforzato l’esigenza, per l’Eurozona, di diversificare le fonti di approvvigionamento energetico. In questo quadro, le energie rinnovabili e il nucleare emergono come alternative credibili ai combustibili fossili, commenta Jake Coulson, Investment Analyst di HANetf.

EUROPA ANCORA DIPENDENTE DA FORNITURE VIA MARE

Gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l'Iran hanno innescato un conflitto militare che ha prodotto "la più grande interruzione dell'offerta nella storia del mercato globale del petrolio", secondo quanto dichiarato dall'Agenzia Internazionale dell'Energia. "L'Iran, che nelle scorse settimane aveva consentito a navi selezionate di accedere ai propri porti attraverso lo Stretto di Hormuz per continuare a esportare il proprio petrolio, si ritrova ora a sua volta ostacolato dagli Stati Uniti che hanno imposto un blocco", riporta l'esperto. In questo quadro, i prezzi del petrolio hanno registrato forti rialzi, con il Wti in crescita di oltre il 60% e il Brent di oltre il 50%. "L'Europa è entrata in questa crisi da una posizione di debolezza in quanto le riserve di GNL nel 2025 erano risultate già significativamente inferiori ai numeri registrati del 2023 e del 2024, attestandosi al 62,5% dei dati precedenti, il che rendeva già necessario pianificare un aumento delle importazioni per sostenere i livelli di consumo", prosegue Coulson. "La difficile diversificazione dai combustibili russi era infatti stata in parte sostituita da una dipendenza dalle forniture via mare, anch'esse vulnerabili a shock geopolitici", dichiara l'esperto.

PROMOSSE INIZIATIVE PER AUMENTARE QUOTA RINNOVABILI

L'Europa è costretta a individuare alternative per migliorare la propria sicurezza energetica. In questo scenario, le fonti rinnovabili restano fondamentali considerando che, lo scorso anno, hanno rappresentato circa il 25% del consumo energetico totale. "Da allora, sono state concordate diverse iniziative per aumentare questa quota nei prossimi anni. Ad esempio, i Paesi del Mare del Nord, incluso il Regno Unito, hanno sottoscritto la Dichiarazione di Amburgo nel gennaio 2026, con l'obiettivo di sviluppare 300 GW di energia eolica offshore entro il 2050", prosegue Coulson. "Sempre a gennaio 2026, Germania e Danimarca hanno approvato il progetto Bornholm Energy Island per la distribuzione di energia eolica offshore", aggiunge l'esperto.

UTILIZZO NUCLEARE MITIGA EFFETTI INTERRUZIONE FLUSSI

Inoltre, l'energia nucleare si configura come una soluzione credibile. Questa fonte energetica contribuisce infatti a stabilizzare la rete elettrica grazie all'efficienza del combustibile e al fatto che la maggior parte dei siti nucleari dispone di riserve sufficienti per 12-24 mesi, mitigando gli effetti negativi delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento. "Molti Paesi europei stanno inoltre ampliando le proprie capacità nucleari, riattivando reattori chiusi e investendo in tecnologie di nuova generazione come i Small Modular Reactors (SMR)", conclude Coulson.

cba


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2013:06 apr 2026