02:45 | 21 apr 2026

FOCUS: auto blu in Italia non rispettano norme su criteri ambientali minimi (T&E)

MILANO (MF-NW)--La transizione ecologica delle auto della Pubblica Amministrazione ha frenato bruscamente negli ultimi anni. Tra le criticità emergono emissioni medie in crescita, meno immatricolazioni di elettriche e un aumento del numero delle nuove auto che violano il limite emissivo massimo consentito dalla norma, ovvero 160 g/km di CO2. Nel 2025, solo il 14% delle auto blu immatricolate è stato conforme alle norme sui Criteri Ambientali Minimi.

È quanto emerge dallo studio commissionato da T&E, la principale organizzazione in Europa impegnata per la decarbonizzazione dei trasporti, e realizzato da Withub con il supporto di Paolo Maranzano (Università di Milano-Bicocca) e Gianluca Monturano (Università di Bari), basato su un database inedito di circa 12.000 immatricolazioni nel periodo 2019–2025.

Il dato più allarmante riguarda il mancato rispetto della normativa di riferimento: la legge di Bilancio 2020 prevede che il 50% delle nuove immatricolazioni sia elettrico, ibrido o a idrogeno. L'obiettivo è stato però mancato nel 2020 (18%), quasi raggiunto nel 2021 (49%) e superato ampiamente in seguito, con picchi del 70% nel 2022 e 2024.

Nel frattempo, però, con l’introduzione dei Criteri Ambientali Minimi (Cam) alla fine del 2021, sono stati aggiunti requisiti emissivi più severi. I Cam richiedono che almeno il 38,5% dei nuovi veicoli della PA sia a zero e basse emissioni, cioè uguali o inferiori a 50 g/km di CO2. A livello aggregato, quella soglia - il 38,5% - non è mai stata raggiunta dall’entrata in vigore della norma.

"La Pubblica Amministrazione italiana non dà il buon esempio, anzi riesce a far peggio - in tema di decarbonizzazione della mobilità su strada - dei privati cittadini e delle aziende, che mediamente comprano auto meno emissive", ha dichiarato Esther Marchetti, clean transport advocacy manager di T&E Italia. "Emergono due dati forti: una normativa di riferimento poco stringente e confusa, e la scarsissima propensione a rispettarla. Il rimbalzo e la crescita costante delle emissioni delle auto della PA, dopo il 2022, dimostra che senza un impegno chiaro sull'elettrico la transizione non avanza. Ma qui è proprio il caso di chiedersi: chi controlla i controllori? Che lo Stato possa non rispettare le norme che si è dato è davvero sconfortante".

Lo studio evidenzia un secondo fronte critico: i Cam fissano anche un limite massimo di 160 g CO2/km per le nuove immatricolazioni. Nel 2022, solo 85 veicoli (il 4% del totale) superavano quella soglia. Nel 2025 sono 417, pari a circa il 34% delle immatricolazioni. Ministeri ed enti regionali/provinciali sono le amministrazioni peggiori dell’anno: quasi tutti i veicoli dei Ministeri sono fuori soglia (96%), così come circa tre quarti di quelli regionali/provinciali (76%).

L'analisi per categorie istituzionali rivela divari profondi. Nel 2022 – unico anno in cui la soglia del 38,5% di immatricolazione a zero o basse emissioni è stata raggiunta da alcune categorie – i Comuni si sono attestati al 45% e le università al 43%, ma già dal 2023 entrambe le categorie sono tornate sotto la soglia e il trend non si è più invertito. Ministeri ed enti regionali e provinciali mostrano invece una traiettoria opposta: secondo il modello statistico elaborato dai ricercatori, le emissioni medie di queste categorie sono aumentate nel tempo, non diminuite. Le Asl e gli ospedali si distinguono positivamente su un aspetto: nel 2025 non hanno immatricolato veicoli sopra i 160 g/km.

Dal 1* gennaio 2026, i Cam prevedono che per rientrare nella quota minima del 38,5% di immatricolato “green” un veicolo debba avere emissioni pari a 0 g/km e solo le auto elettriche pure soddisferanno quel requisito. T&E avverte che "con appena il 14% di Bev immatricolate nel 2025, la Pubblica Amministrazione parte da una base molto lontana dall'obiettivo".

Lo studio offre anche una fotografia del parco auto in servizio, così come censito dal dipartimento della Funzione Pubblica. Se è vero che il 40% è stato immatricolato negli ultimi sei anni, circa un veicolo su cinque ha più di vent'anni. Inoltre, le auto nelle classi ambientali euro 0–3, ad alto potenziale inquinante e immatricolate prima del 2006, sono ancora circa 6.000. La composizione per enti vede la maggior parte delle auto assegnate ai Comuni, che detengono da soli oltre la metà dell'intero parco con 15.085 veicoli.

com/vsi


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2114:45 apr 2026