MILANO (MF-NW)--La maggioranza dei top manager cerca personale esperto nell’utilizzo dell'intelligenza artificiale, ma il 59% delle aziende fatica a trovare i profili adatti.
È una delle evidenze emerse dal report Global Talent Trends 2026 di Mercer (gruppo Marsh), che dà un quadro aggiornato su come le aziende stiano affrontando la rivoluzione AI sul posto di lavoro. L’indagine è stata condotta in tutto il mondo su quasi 12.000 persone tra cui dirigenti di livello C-suite, responsabili delle risorse umane, investitori e lavoratori.
Non ci sono dubbi che una grande transizione sia alle porte, con il 98% dei dirigenti che si aspetta un cambiamento nel disegno organizzativo entro due anni, e il 63% che ritiene una priorità riprogettare il lavoro integrando AI e automazione. Solo il 51% però vede la propria azienda pronta al nuovo paradigma, mentre il 77% degli investitori si dichiara più propenso a investire proprio nelle società che sono avanti nel formare competenze AI.
"Anche in Italia i leader guardano all’intelligenza artificiale come una leva di crescita decisiva, ma la sfida per le realtà del Paese rimane riprogettare il lavoro, sviluppare le competenze necessarie a utilizzare questi strumenti in modo proficuo e accompagnare le persone nel cambiamento",ha commentato Marco Valerio Morelli, amministratore delegato di Mercer Italia. "Il vero ritorno sugli investimenti si realizza quando, oltre ad aumentare la velocità dei processi, le organizzazioni riescono a costruire modelli organizzativi più agili, sostenibili e capaci di valorizzare appieno il contributo delle persone".
D’altro canto, anche gli investitori sembrano pronti a premiare le aziende che sfruttano efficacemente la collaborazione tra persone e intelligenza artificiale: il 72% concorda sul fatto che le imprese che integrano capacità umane e AI sono meglio posizionate per ottenere un vantaggio competitivo.
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0911:38 giu 2026