MILANO (MF-NW)--La crescente diffusione delle applicazioni di intelligenza artificiale favorisce un uso più efficiente dell'energia – ad esempio grazie all'automazione di attività routinarie, all'analisi più rapida dei dati o al coordinamento delle operazioni – determinando così una crescente domanda di data center che, di riflesso, accresce il fabbisogno energetico necessario al loro funzionamento.
Questo, secondo l'analisi dell'Investment Institute di Unicredit, comporta implicazioni significative per gli investitori nel mercato del credito. Se da un lato la maggiore domanda di elettricità rappresenta una notizia positiva per la generazione di Ebitda delle società di servizi pubblici, le utility, dall'altro – anche a causa dell'elevata concentrazione geografica dei data center – l'entità dell'aumento della domanda di nuove capacità comporta maggiori investimenti (Capex), con conseguente probabile incremento dell'indebitamento e della leva finanziaria.
Tuttavia, l'impatto negativo dei maggiori investimenti – e quindi delle emissioni obbligazionarie – sul profilo di credito di queste aziende dovrebbe essere in parte mitigato dai miglioramenti dell'efficienza, dalla riduzione dei costi e dalla maggiore innovazione derivanti dall'uso dell'AI, secondo gli esperti.
"L'incremento atteso delle capacità legate al settore IT per la generazione di energia e il conseguente fabbisogno di finanziamento degli investimenti da parte delle utilities incidono negativamente sulla loro qualità creditizia, sebbene tale effetto sarà probabilmente attenuato dai guadagni di efficienza legati all'AI. Alla luce di queste considerazioni, e tenendo conto dell'interessante rendimento del settore (81 pb contro i 73 pb dell'indice NFI IG), manteniamo una raccomandazione di marketweight (neutrale) sulle utilities", spiegano gli esperti.
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1017:33 lug 2026