10:38 | 14 lug 2026

FOCUS: riaccelerazione globale rafforza potenziale mercati emergenti (Invesco)

MILANO (MF-NW)--Se il dollaro dovesse continuare a indebolirsi, i mercati azionari potrebbero proseguire il loro andamento positivo nel 2026, con i mercati emergenti destinati a beneficiare sia della riaccelerazione dell'economia globale sia di un contesto valutario più favorevole.

Secondo Benjamin Jones, Global Head of Research di Invesco, alcuni Paesi emergenti saranno sostenuti dal rialzo dei prezzi delle materie prime, mentre altri potranno trarre vantaggio dalla crescente esposizione al tema dell'AI. A ciò si aggiunge il fatto che molti mercati emergenti continuano a presentare valutazioni interessanti.

LE RAGIONI DELL'OTTIMISMO

"Nel nostro Outlook 2026 avevamo previsto che gli asset dei mercati emergenti avrebbero continuato a sovraperformare", dichiara l'esperto. Questa opinione di basa su tre elementi: l'aspettativa di un'accelerazione dell'economia globale, la previsione che l'allentamento monetario della Fed avrebbe indebolito il dollaro e la convinzione che gli asset dei mercati emergenti presentassero valutazioni relativamente interessanti.

CHIUSURA HORMUZ RENDE QUADRO PIÙ COMPLESSO

Tuttavia, la chiusura dello Stretto di Hormuz ha reso il quadro più complesso. "L'impennata dei prezzi dell'energia favorisce i Paesi emergenti esportatori di energia, ma può rappresentare un problema per gli importatori, in particolare per molti Paesi asiatici", spiega l'esperto. Inoltre, la Fed, insieme ad altre banche centrali, ha sospeso il percorso di allentamento monetario e il dollaro si è leggermente rafforzato. "Questo scenario, unito ai timori sulla crescita globale, avrebbe potuto compromettere la performance degli asset dei mercati emergenti", dichiara Jones. Tuttavia, l'impatto negativo sembra essere stato di breve durata. Dall'inizio del 2026, le azioni dei mercati emergenti hanno continuato a sovraperformare rispetto a quelle dei mercati sviluppati.

FED E DOLLARO RESTANO FATTORI CHIAVE

Secondo Invesco, la Fed dovrebbe riprendere il percorso di riduzione dei tassi nella seconda metà dell'anno. "A nostro avviso, questo dovrebbe contribuire a un ulteriore indebolimento del dollaro, un fattore che storicamente ha sostenuto la performance degli asset dei mercati emergenti", continua Jones. In generale, i mercati emergenti si sono dimostrati più resilienti del previsto. "Secondo la nostra analisi, le loro posizioni fiscali sono spesso migliori rispetto a quelle di alcuni mercati sviluppati, le rispettive banche centrali dispongono di maggiore margine per tagliare i tassi e le pressioni inflazionistiche sono meno intense", spiega l'esperto.

AI SOSTIENE COREA DEL SUD E TAIWAN

Alcuni mercati emergenti hanno inoltre beneficiato del tema dell'AI. Corea del Sud e Taiwan, ad esempio, stanno registrando dati eccezionalmente positivi. "La crescita del Pil in entrambi i Paesi sta accelerando ben oltre le attese, non solo grazie alla ripresa delle esportazioni, ma anche per il miglioramento della componente dei consumi interni", osserva Jones. Le stime di consenso indicano per l'Msci Korea una crescita degli utili per azione nel 2026 superiore al 200%.

ECONOMIA PUÒ RIACCELERARE IN SECONDA METÀ 2026

"Quando lo Stretto di Hormuz riaprirà, ci aspettiamo un calo dei prezzi dell'energia. Questo potrebbe penalizzare gli esportatori di energia, ma dovrebbe favorire il resto del mondo", prosegue l'esperto. Per questo motivo, "riteniamo che l'eventuale interruzione della crescita globale sarà temporanea e che l'economia possa riaccelerare nella seconda metà del 2026. Che si tratti di azioni, obbligazioni o valute, manteniamo un'opinione positiva sugli asset dei mercati emergenti", conclude Jones.

cba

MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

1410:38 lug 2026