MILANO (MF-NW)--La crescita dell'economia statunitense risulta trainata dagli investimenti nell'intelligenza artificiale (AI) e negli altri comparti tecnologici. Invesco conferma il proprio scenario: crescita resiliente intorno al potenziale (circa il 2%), inflazione persistente vicino al 3% e Federal Reserve (Fed) orientata a mantenere invariati i tassi.
Tuttavia, il punto chiave è che la crescita non è diffusa a tutta l'economia. Gli investimenti nell'AI restano consistenti, ma molti altri settori mostrano segnali di debolezza. I consumi rallentano, la crescita del reddito reale resta modesta e il mercato immobiliare continua a frenare l'attività. "Ecco perché prevediamo una crescita compresa tra il 2% e il 2,5% quest'anno, anziché un ritmo sostenuto del 3,5-4%", spiega Turgut Kisinbay Chief Us Economist di Invesco.
IL "SUPERCICLO" DEGLI INVESTIMENTI IN AI STA ACCELERANDO
"Un superciclo si differenzia da un tipico ciclo economico, settoriale o relativo a una classe di attività: è molto più lungo e di ampio respiro, e interessa diversi mercati, quali quello azionario, delle materie prime e dei tassi di interesse", spiega l'esperto. I fattori trainanti possono essere di natura strutturale e generano squilibri persistenti: la domanda può superare l'offerta (o viceversa) per anni. "Riteniamo di trovarci in un superciclo di spesa per le infrastrutture di AI e prevediamo che ciò costituirà un importante stimolo alla crescita degli investimenti nei prossimi anni", osserva Kisinbay. Nel 2026, Invesco prevede che la spesa in conto capitale delle Big 4 del settore tecnologico (Amazon, Meta, Microsoft e Google) raggiunga i 725 miliardi di dollari, con un aumento dell'80% rispetto al 2025. "Ciò significa che la spesa in conto capitale rappresenterà probabilmente dal 45% al 57% dei ricavi, un livello storicamente senza precedenti", spiega l'esperto.
AZIENDE ANCORA LIMITATE IN TERMINI DI CAPACITÀ DI CALCOLO
Nonostante questo livello massiccio di capex, "le aziende segnalano di essere ancora limitate in termini di capacità per quanto riguarda la potenza di calcolo, ovvero la potenza di elaborazione necessaria per eseguire software ed elaborare dati", puntualizza Kisinbay. Secondo Amy Hood, Direttore Finanziario di Microsoft, l'azienda prevede di restare soggetta a limitazioni di capacità almeno fino al 2026, nonostante abbia fissato gli investimenti per il 2026 a 190 miliardi di dollari. Sundar Pichai, Amministratore Delegato di Google, ha confermato che Alphabet è soggetta a limitazioni di potenza di calcolo nel breve termine, nonostante abbia nuovamente rivisto al rialzo le previsioni sugli investimenti nel primo trimestre. "Questo squilibrio suggerisce un continuo slancio degli investimenti legati all'intelligenza artificiale anche in futuro", dichiara l'esperto.
CRESCITA NEGLI USA NON È GENERALIZZATA
La spesa per l'AI sta quindi diventando un fattore determinante per la crescita degli Stati Uniti. "Oltre alla spinta derivante dagli investimenti in AI, anche i fondamentali delle imprese statunitensi sono solidi. La crescita degli utili tra le società dell'indice Standard & Poor's 500 è stata impressionante, contribuendo a sostenere parte del finanziamento necessario per tali investimenti", prosegue Kisinbay. "È importante sottolineare che non si tratta solo della storia dei Magnifici Sette. Sebbene le società tecnologiche a capitalizzazione elevata siano ovviamente fondamentali per il boom degli investimenti nell'AI, anche la crescita degli utili delle società di medie dimensioni appare solida", puntualizza l'esperto. La crescita della produttività ha fornito un ulteriore impulso negli ultimi anni. "La produttività nel settore non agricolo ha subito un rallentamento dopo la crisi finanziaria globale, è rimasta debole per gran parte degli anni 2010 e poi è sembrata riprendere verso la fine del decennio", riporta Kisinbay. Il periodo della pandemia presenta dati discontinui e difficili da interpretare, e in genere occorrono dai tre ai cinque anni per individuare un vero cambiamento nelle tendenze della produttività. Tuttavia, "sembra effettivamente che si sia verificato un cambiamento in meglio. Si può discutere su quanto di tutto ciò sia attribuibile all'intelligenza artificiale, ma il punto più generale è che le imprese sono redditizie, gli investimenti sono sostenuti e l'andamento della produttività è migliorato", spiega l'esperto.
INVESCO CONTINUA A VEDERE CRESCITA TRA 2% E 2,5%
Uno dei motivi per cui al momento Invesco non prevede un boom economico è che l'AI non è ancora sufficientemente diffusa da trasformare da sola l'intero quadro delle prospettive di crescita. "Gli investimenti fissi non residenziali hanno contribuito per circa 1,3 punti percentuali alla crescita del Pil nel primo trimestre: si tratta di un dato solido e storicamente elevato, ma non senza precedenti", commenta Kisinbay. "Questo è il punto chiave: anche se gli investimenti nell'AI sono ingenti e economicamente significativi, l'economia statunitense è di gran lunga più vasta", dichiara l'esperto. "In un'economia che supera ormai i 31 trilioni di dollari, gli investimenti in IA possono fornire un importante impulso, ma non sono sufficienti di per sé a generare una crescita del Pil reale del 3% o del 4% se anche il resto dell'economia non è altrettanto forte", osserva Kisinbay. "Non si tratta di un messaggio pessimistico - prevediamo comunque prospettive di crescita soddisfacenti per il futuro - ma è, a nostro avviso, un monito a valutare adeguatamente l'impatto dell'AI", conclude l'esperto.
cba
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
1610:38 lug 2026