MILANO (MF-NW)--Un portafoglio diversificato consente generalmente di attenuare l'impatto delle fasi di rialzo e ribasso dei mercati finanziari. Tuttavia, "il beneficio della diversificazione non è sempre garantito: le relazioni tra le diverse asset class possono infatti evolvere nel tempo e strumenti che storicamente hanno mostrato una bassa correlazione possono iniziare a muoversi nella stessa direzione" afferma Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm.
Nell'ambito dell'esposizione azionaria, spiega Flax, una modalità semplice per ottenere diversificazione è investire in Etf basati su indici globali ampi, come Ftse All World o Msci World. Esistono però numerosi strumenti che consentono di assumere esposizioni più specifiche, verso determinati settori o aree geografiche. In un contesto caratterizzato dal forte interesse degli investitori verso il comparto tecnologico, diventa rilevante analizzare quanto queste diverse esposizioni siano influenzate dall'andamento del settore tech globale. Osservandone la performance rispetto all'azionario dei mercati sviluppati nel suo complesso, emerge come storicamente abbiano seguito percorsi differenti. Ad esempio, nelle fasi di forte crescita del Nasdaq, i mercati emergenti hanno talvolta registrato performance inferiori. La combinazione di Nasdaq, mercati emergenti e Global Value, con uguale peso, ha comunque mantenuto negli ultimi vent'anni un andamento complessivamente vicino a quello di un portafoglio azionario globale. Negli ultimi mesi, tuttavia, questo equilibrio sembra essersi modificato. Dall'inizio del 2025, la combinazione di Nasdaq, mercati emergenti e Global Value ha registrato una performance superiore rispetto a un indice azionario globale tradizionale, grazie alla contemporanea sovraperformance di tutte e tre le componenti. "Si tratta di un fenomeno poco frequente: negli ultimi vent'anni una dinamica simile si era osservata principalmente nella fase di ripresa successiva alla crisi finanziaria globale, quando il contributo era stato però trainato soprattutto dai mercati emergenti" sottolinea l'esperto.
Per comprendere quanto questa evoluzione sia legata al tema dell'AI, abbiamo analizzato la sensibilità delle tre esposizioni all'andamento del settore tecnologico globale, prosegue Flax. "Come prevedibile, il Nasdaq ha storicamente mostrato una forte correlazione con il comparto tech, mentre mercati emergenti e Global Value hanno evidenziato una relazione molto più contenuta, in alcuni periodi persino negativa. Più recentemente, però, anche queste ultime due esposizioni hanno mostrato un maggiore allineamento al settore tecnologico. Nei mercati emergenti questo fenomeno riflette il peso crescente di grandi società tecnologiche taiwanesi e sudcoreane, mentre nel segmento Global Value ha contribuito la forte performance di alcuni produttori statunitensi di semiconduttori e memorie, aziende che in passato avevano ricevuto minore attenzione da parte degli investitori". Secondo l'analista, "pur avendo beneficiato di performance positive nell'ultimo anno, queste esposizioni risultano oggi maggiormente influenzate dallo stesso tema dominante. Questo significa che la componente azionaria dei portafogli multi-asset potrebbe essere oggi meno diversificata rispetto al passato". Lo scenario rimane favorevole se il comparto tech continuerà a sostenere i mercati, ma potrebbe diventare più complesso qualora il sentiment degli investitori nei confronti dell'intelligenza artificiale dovesse deteriorarsi.
Per questo motivo, "è bene ricercare esposizioni in grado di offrire un contributo di diversificazione più ampio. Nell'ambito azionario, i mercati europeo e britannico rappresentano opportunità interessanti, anche perché presentano una minore esposizione diretta al settore tecnologico e all'AI, pur non essendone completamente immuni" conclude Flax.
edl
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
2718:16 lug 2026