MILANO (MF-NW)--Un concorrente che nel 2002 avesse vinto il primo premio da 1 milione di euro in uno dei programmi televisivi diventato famoso in tutta Europa oggi non sarebbe più milionario in termini reali. Al 31 dicembre 2025, quello stesso milione di euro avrebbe un potere d'acquisto pari a soli 391.737,95 euro, a sottolineare come l'inflazione possa erodere silenziosamente il valore reale anche di significativi traguardi finanziari. In altre parole, sulla carta la cifra potrebbe essere rimasta invariata, ma ciò che si può effettivamente comprare con quel denaro è diminuito drasticamente nel tempo, sottolineano da Vanguard.
Prendendo come riferimento l’inflazione dell’area dell’euro, l’analisi di Vanguard mostra che per mantenere il potere d’acquisto di un milione di euro di euro al 31 gennaio 2002 sarebbero stati necessari 1.608.262,05 euro alla fine del 2025. In altre parole, un vincitore dell’inizio del 2002 avrebbe bisogno oggi di oltre 1,6 milioni di euro per eguagliare il potere d’acquisto reale di quel premio originario. Questo divario aiuta a illustrare la differenza tra ricchezza nominale, ovvero la quantità di denaro che una persona possiede, e ricchezza reale, che riflette ciò che quel denaro può effettivamente acquistare. In un momento in cui le famiglie di tutta Europa continuano a rivalutare il valore reale dei propri risparmi, queste cifre offrono un modo semplice per rendere tangibile tale distinzione.
Se l’intero importo fosse stato semplicemente lasciato sul conto corrente e avesse maturato il tasso Euribor, il principale tasso di riferimento dell’area euro che influenza sia i rendimenti del risparmio sia il costo del credito in Europa, nello stesso periodo (un confronto peraltro generoso, considerando che i depositi offrono generalmente tassi leggermente inferiori e possono prevedere commissioni) al 31 dicembre 2025 il capitale sarebbe cresciuto fino a 1.654.042,48 euro, solo leggermente al di sopra dei 1.608.262,05 euro necessari per conservarne il potere d’acquisto originario. In altre parole, la liquidità avrebbe appena mantenuto il proprio valore in termini reali. Anche quando i risparmi sembrano stabili, una volta considerato l’effetto dell’inflazione possono fare poco più che restare fermi.
Se invece il 31 gennaio 2002 il premio fosse stato investito in un indice azionario diversificato a livello globale come il Ftse All-World, al netto dell’inflazione, nello stesso periodo avrebbe ottenuto 5.158.457,02 euro. Il confronto mette in luce un aspetto più ampio per chi risparmia a lungo termine: il rischio non è solo la volatilità del mercato, ma anche la silenziosa erosione del potere d'acquisto quando il denaro non cresce abbastanza da superare l'inflazione. Su periodi più lunghi, gli investimenti diversificati hanno storicamente offerto ai risparmiatori una possibilità molto maggiore non solo di preservare il proprio potere d'acquisto, ma anche di aumentarlo.
Simone Rosti, Responsabile per l’Italia e Sud Europa di Vanguard, commenta: “se un milione di euro del 2002 ha oggi un potere d’acquisto inferiore a 400 mila euro, il vero problema non è solo quanto denaro si possiede in termini nominali, ma se questo riesca a tenere il passo con l’inflazione nel tempo. È questa la differenza tra una cifra che sembra rassicurante sulla carta e il denaro che, nella pratica, garantisce ancora lo stesso tenore di vita. Il contante può sembrare sicuro perché il suo valore non varia visibilmente di giorno in giorno, ma su lunghi periodi può fare ben poco se non rimanere fermo, una volta considerata l’inflazione. Per gli investitori, la diversificazione, i costi contenuti e la permanenza sul mercato rimangono gli strumenti più efficaci per proteggere il potere d’acquisto e far crescere il patrimonio in termini reali”.
alb
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2711:51 lug 2026