MILANO (MF-NW)--Eni ha registrato un andamento molto positivo negli ultimi dodici mesi, con il titolo in rialzo di quasi il 60%, sovraperformando la maggior parte dei competitor. Per Berenberg questo trend è stato determinato da diversi fattori, tra cui il forte successo nell’esplorazione, con un tasso di sostituzione delle riserve superiore al 150% nel 2024/2025, che sosterrà il profilo di crescita della produzione del colosso oil italiano fino al 2030.
IL MODELLO SATELLITARE ENTRA IN UNA FASE DI ACCELERAZIONE
Inoltre, il modello satellitare ha iniziato a generare una crescita significativa attraverso Azule e Searah, e la società ha beneficiato di dimissioni importanti, che hanno contribuito a finanziare il maxi programma di riacquisto di azioni proprie (buyback) nel 2026. "Eni sta accelerando la propria strategia satellitare, con il deconsolidamento di Plenitude che dovrebbe essere completato nel terzo trimestre, mentre la joint venture Searah è ora incorporata nei conti. Ciò farà sì che i proventi dagli investimenti rappresentino una componente significativa dell’utile netto del gruppo", afferma il broker, stimando che entro il 2027 le società satellite rappresenteranno il 40% dell’utile netto, man mano che Plenitude verrà deconsolidata e le altre società del settore esplorazione e produzione aumenteranno progressivamente il loro contributo.
UTILE E TARGET PRICE RIVISTI AL RIALZO
Utile per azione adjusted che Berenberg ha aumentato del 6,5% per il 2026 a 2,78 euro e dell’11,3% per il 2027 a 2,31 grazie ai risultati più elevati attesi nei segmenti Esplorazione & Produzione e downstream. Di conseguenza il target price sul titolo sale da 22 a 25,50 euro. Ma alla luce della performance forte dell’azione, la raccomandazione resta hold.
ATTESA UNA BUONA GENERAZIONE DI CASSA
Berenberg vede anche una generazione di free cash flow operativo interessante a 15,242 miliardi nel 2026 (da 10,595 miliardi del 2025) e a 14,221 miliardi nel 2027, anche se dipende in parte dalla realizzazione dei progetti satellite e rimane sensibile ai prezzi del petrolio e del gas europeo. "Il modello satellitare ha consentito alla società di indicare minori investimenti (capex), il che significa che, secondo le nostre stime, il tasso di reinvestimento di Eni passa da uno dei più elevati del settore a uno dei più bassi a partire dal 2027", prevede Berenberg. Nonostante ciò, la società ha previsto una crescita della produzione del 5% nel 2026 e un tasso annuo di crescita composto del 3-4% fino al 2030. "A nostro avviso, la capacità di generare un free cash flow in miglioramento attraverso una forte crescita del settore upstream, mantenendo al contempo una minor intensità di capitale, rappresenta il principale scenario rialzista (bull case) per una continua sovraperformance del titolo", sottolinea Berenberg. Minori capex e potenziali ulteriori proventi da disinvestimenti, indica la banca d’affari, "potrebbero lasciare spazio a buyback rilevanti nel 2027, determinando un rendimento complessivo per gli azionisti derivante dalla distribuzione di cassa molto competitivo", precisa la banca d’affari stimando, in particolare, un rendimento del free cash flow del 12% nel 2026 (dal 3,1% del 2025), del 12,1% nel 2027 e del 12,6% nel 2028.
IL DIVIDENDO RENDERÀ IL 5% NEL 2028
E di pari passo uno yield del 4,6%, del 4,8% e del 5% per il dividendo, stimato a 1,10 euro per azione nel 2026, a 1,15 euro nel 2027 e a 1,19 euro nel 2028, pressoché in linea con le stime del consenso tranne che per il 2026 (1,12 euro). Nel periodo 2023-2025, si ricorda, Eni ha effettuato riacquisti di azioni proprie per 5,7 miliardi di euro, riducendo il numero complessivo di azioni in circolazione di oltre il 10%. Tuttavia, questi riacquisti sono stati finanziati in larga misura attraverso i disinvestimenti e il bilancio della società: nello stesso periodo, infatti, Eni ha realizzato 4,4 miliardi di proventi netti da disinvestimenti, mentre le passività finanziarie nette sono aumentate di 5,7 miliardi.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
2015:42 ago 2026