05:20 | 20 ago 2026

FOCUS: l’intervento del Tesoro Usa sui Treasury non basta per ridurre i rendimenti (TwentyFour AM)

MILANO (MF-NW)--Sebbene la mossa del Dipartimento del Tesoro Usa di ieri abbia offerto un po’ di sollievo agli investitori rialzisti sui Treasury, "continuiamo a ritenere limitati i fattori in grado di spingere significativamente al ribasso i rendimenti da questi livelli", afferma Eoin Walsh, gestore di portafogli di TwentyFour Asset Management (boutique di Vontobel).

La via più semplice affinché il mercato torni a scontare dei tagli dei tassi sarebbe probabilmente un cessate il fuoco duraturo tra Stati Uniti e Iran, che consentirebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz e aprirebbe la strada a prezzi dell’energia stabilmente più bassi. Tuttavia, anche se un cessate il fuoco porterebbe probabilmente a un rally, i rendimenti rimarrebbero verosimilmente attorno al 4,5% fino a quando non ci saranno chiare prove che l'inflazione sia tornata su una traiettoria discendente, consentendo alla Fed di ipotizzare un taglio dei tassi di interesse, puntualizza Walsh.

Affinché un rally più ampio possa verificarsi, i mercati dovrebbero verosimilmente attendersi una crescita economica più debole o deficit più bassi, due eventualità che non sembrano probabili. La crescita del Pil rimane solida e sono stati appena pubblicati utili trimestrali robusti per il secondo trimestre. Allo stesso tempo, la spesa fiscale complessiva degli Stati Uniti resta elevata, con il debito nazionale statunitense che ha superato i 40 mila miliardi di dollari all'inizio di questa settimana.

Nel frattempo, l'aggressivo indebitamento e gli ingenti investimenti degli hyperscaler potrebbero molto più probabilmente generare pressioni inflazionistiche al margine, anche se la tecnologia dell'intelligenza artificiale che essi sostengono potrebbe rivelarsi deflazionistica nel lungo periodo. Inoltre, considerata l'enorme entità delle emissioni obbligazionarie, gli hyperscaler stanno attualmente facendo concorrenza ai Treasury. In assenza di uno shock economico disinflazionistico, "riteniamo che le pressioni verso rendimenti più elevati e curve dei rendimenti più ripide siano destinate a permanere", avverte Walsh.

L’intervento, conclude Walsh, rappresenta comunque un forte segnale per i mercati: il Tesoro statunitense è disposto a intervenire quando i rendimenti diventano eccessivamente elevati. Questo, insieme al fatto che sia i rendimenti nominali sia quelli reali sono aumentati significativamente nelle ultime settimane, potrebbe contribuire a creare un tetto ai rendimenti, almeno nel breve termine; e certamente, a questi livelli, ci vorrebbe un investitore particolarmente coraggioso per assumere una posizione short netta sui Treasury. Tuttavia, se il Tesoro sperava di ottenere rendimenti significativamente più bassi e, di conseguenza, tassi sui mutui più contenuti, probabilmente rimarrà deluso.

alb

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