MILANO (MF-NW)--L'incapacità degli asset manager di uscire dagli asset alle valutazioni storiche ha portato a una stagnazione delle exit, lasciando i fondi in difficoltà nel restituire il capitale agli investitori. Il rapporto tra i dividendi distribuiti e il capitale versato nelle operazioni di buyout europee è sceso a circa il 6% degli asset in gestione nel 2025, rispetto alla media storica del 14%-16%, secondo i dati di McKinsey consultati da S&P Global. Questo nonostante il crescente utilizzo di opzioni di liquidità alternative per reperire capitali, come il finanziamento del valore patrimoniale netto per finanziare le distribuzioni ai soci accomandanti o i veicoli di continuazione per accelerare la vendita di asset.
Anche il 2026, precisano da S&P, è iniziato in salita. Gli analisti osservano che i fondi più grandi stanno conquistando una quota crescente della raccolta, mentre quelli più piccoli sono in difficoltà. Nel frattempo, i settori del commercio al dettaglio e delle assicurazioni stanno diventando più presenti nei mercati, aumentando le loro allocazioni in asset privati.
Intanto, il contesto di scarsità di capitali privati sta spingendo verso il consolidamento nel settore europeo della gestione di asset alternativi. I principali operatori stanno diversificando le proprie strategie, con l'ambizione di diventare uno one-stop-shop per gli investitori. Il consolidamento offre inoltre ai gestori di asset alternativi europei una maggiore capacità di competere efficacemente con i grandi operatori statunitensi, tutti impegnati ad aumentare la propria presenza nei principali mercati europei. Questa duplice pressione, sostengono gli esperti di S&P, sosterrà l'attività di M&A. Due esempi recenti sono l'accordo di Eqt per l'acquisizione di Coller Capital, società britannica specializzata in operazioni secondarie, e l'acquisizione da parte di Cvc della società di gestione del credito statunitense Marathon Asset Management.
In questo contesto, i gestori di asset alternativi europei non hanno ancora allargato le mire alle compagnie assicurative, a differenza delle loro grandi controparti statunitensi, e si stanno concentrando sempre più su veicoli di investimento specializzati. Il wealth management, in particolare, rappresenta un canale di distribuzione sempre più importante per i prodotti di investimento alternativi, come testimonia il fatto che Eurazeo abbia raccolto circa il 16% del nuovo patrimonio gestito attraverso questo canale nel 2025.
S&P Global sostiene che la qualità del credito divergente e il consolidamento caratterizzeranno il prossimo ciclo di mercato.
L'ammontare degli asset in gestione alternativi in Europa continuerà ad aumentare: gli asset reali e le infrastrutture saranno probabilmente in testa, mentre il private equity e il venture capital potrebbero essere meno rilevanti rispetto al decennio precedente. "La quota del settore software nei portafogli dei fondi implica che l'innovazione dirompente dell'AI continuerà a creare incertezza per le valutazioni del private equity e del debito. Tuttavia, stimiamo che l'impatto sugli utili dei gestori di asset alternativi più grandi sarà contenuto".
Intanto, i maggiori operatori, beneficiando delle economie di scala, della diversificazione multi-strategia e di solide posizioni di mercato, probabilmente conquisteranno una quota crescente di nuovi capitali e competeranno con successo con i grandi operatori statunitensi. Al contrario, gli operatori più piccoli dovranno affrontare una pressione crescente.
Il nuovo capitale finanzierà fusioni e acquisizioni e il consolidamento. La maggior parte dei grandi gestori di asset alternativi mantiene un livello di indebitamento moderato che consentirà loro di guidare un ulteriore consolidamento del settore. Alcuni potrebbero anche attrarre capitale azionario o utilizzare il proprio capitale per finanziare fusioni e acquisizioni, poiché la loro quotazione in borsa consente loro di vendere azioni per raccogliere ulteriori fondi. Riteniamo che questa flessibilità nell'utilizzo del capitale proprio per finanziare le operazioni rappresenterà un significativo vantaggio strategico e finanziario.
Da ultimo, gli esperti prevedono anche una convergenza tra gestori di asset alternativi e tradizionali, come ad esempio la recente partnership tra Icg e Amundi. Questo mentre le banche europee sono alla ricerca di entrate da commissioni stabili e a lungo termine, man mano che i tassi iniziano a normalizzarsi lentamente. "Pertanto, ci aspettiamo che le banche europee continuino a rafforzare le proprie divisioni di gestione patrimoniale, come abbiamo visto con l'acquisizione da parte di Bnp dell'attività di gestione patrimoniale di Axa lo scorso anno".
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
0816:30 set 2026