11:12 | 21 set 2026

FOCUS: utili solidi sostengono l'azionario, ma resta il rischio stagflazione (Crédit Mutuel Am)

MILANO (MF-NW)--"Da un lato, l'andamento dei rendimenti obbligazionari a lungo termine, aggravato dalle tensioni geopolitiche ancora irrisolte in Medio Oriente, rappresenta un rischio asimmetrico al ribasso per la crescita globale. La persistente incertezza sulla normalizzazione dei flussi di materie prime attraverso lo Stretto di Hormuz alimenta i timori di un aumento significativo e duraturo dei prezzi del petrolio. Uno scenario di questo tipo, caratterizzato da uno shock dal lato dell'offerta, costringerebbe le banche centrali a prolungare politiche monetarie restrittive, mantenendo il rischio di stagflazione al centro delle preoccupazioni", è quanto emerge dall'analisi di Jean-Louis Delhay, cio di Crédit Mutuel Am, sul quadro macroeconomico e sulle prospettive dei mercati finanziari.

"Dall'altro lato", prosegue l'analista, "fattori a supporto significativi stanno contribuendo a compensare queste pressioni. Sul fronte politico statunitense, l'avvicinarsi delle elezioni di metà mandato spinge l'amministrazione Trump a contenere i prezzi dell'energia, con l'obiettivo di preservare la maggioranza al Congresso. A ciò si aggiunge l'intenzione di ridurre i tassi ipotecari, mentre il Tesoro mostra la disponibilità a ricorrere a misure non convenzionali. Più in generale, l'attività economica globale continua a beneficiare della resilienza dei consumi, della solidità del mercato del lavoro e di un massiccio ciclo di investimenti destinato all'intelligenza artificiale, che rappresenta un motore di concreti incrementi della produttività nel medio periodo".

Per Delhay, "è proprio in questo contesto macroeconomico articolato che il quadro microeconomico si sta dimostrando particolarmente solido. La stagione degli utili del secondo trimestre si è rivelata eccezionalmente positiva su entrambe le sponde dell'Atlantico, sorprendendo gran parte della comunità finanziaria per la sua capacità di mantenere una notevole resilienza".

"La crescita degli utili ha raggiunto il livello più elevato degli ultimi cinque anni, attestandosi al +33% su base annua negli Stati Uniti e al +23% in Europa, ben al di sopra delle attese. Questo slancio non si limita al solo settore energetico: escludendo quest'ultimo, la crescita sottostante rimane particolarmente solida, rispettivamente al +28% e al +11%. I settori finanziario e tecnologico sono stati i principali artefici di queste sorprese positive", prosegue l'esperto.

"Alla luce delle prospettive incoraggianti delineate dalle società, gli analisti hanno rivisto al rialzo le stime degli utili per azione per il prossimo esercizio. Di conseguenza, la crescita degli utili dovrebbe rimanere il principale fattore trainante della performance dei mercati azionari nella seconda metà dell'anno, mentre l'espansione dei multipli continuerà a essere limitata dal persistere di tassi di interesse elevati", continua Delhay nella sua analisi.

Per l'esperto, "in un contesto in cui la stagflazione rappresenta il principale rischio per i mercati, l'incertezza non è un motivo per restare a guardare. La crescita degli utili offre al mercato azionario un importante elemento di differenziazione e una forma di protezione che, storicamente, si è dimostrata superiore a quella offerta dai titoli obbligazionari".

"A nostro parere, l'attrattività di asset di riserva alternativi (oro) e liquidità è sostenuta dall'accelerazione degli acquisti da parte della Banca Popolare Cinese e dagli interventi non convenzionali del Tesoro statunitense volti a controllare la curva dei rendimenti. Parallelamente, manteniamo una posizione strategica in liquidità, così da preservare la nostra flessibilità operativa", prosegue l'analista.

"Portiamo avanti un orientamento moderatamente positivo sull'azionario: la sovraperformance rispetto all'obbligazionario dovrebbe proseguire, sostenuta dalla solidità dei fondamentali microeconomici. Per quanto riguarda obbligazionario e duration, invece, manteniamo un'elevata attenzione al rischio di duration. La pressione al rialzo sui rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine è destinata a persistere, alimentata dall'ingente volume di emissioni di debito sovrano previsto nei prossimi mesi", dichiara Delhay riferendosi alla prospettiva che il gruppo intende adottare.

"In conclusione", dichiara l'esperto, "per il credito e i mercati emergenti adottiamo un approccio più prudente al rischio di credito e procediamo a prendere profitto sul debito sovrano dei mercati emergenti. La restrizione della liquidità in dollari statunitensi, determinata dall'aumento dei rendimenti dei Treasury, sta indebolendo questo segmento, mentre gli spread attuali non offrono più un premio per il rischio interessante".

dfg

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