MILANO (MF-NW)--Marsh, società leader a livello globale nei servizi professionali, ha pubblicato il 2026 Global Asset Owner Barometer, da cui emerge che molti dei maggiori asset owner al mondo, con masse complessive in gestione pari a 5,76 mila miliardi di dollari, stanno apportando cambiamenti significativi ai propri portafogli in risposta all’incertezza geopolitica, alla persistente inflazione e all’evoluzione dell’insieme delle opportunità di investimento.
"La ricerca di quest’anno si inserisce in una fase caratterizzata da un aumento della spesa in conto capitale destinata alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, ai data center e ai semiconduttori, una trasformazione che sta già sostenendo gli util. I capitali si stanno spostando alla ricerca di una reale diversificazione, di protezione dall’inflazione e di flessibilità", ha dichiarato Niall O’Sullivan, Global Chief Investment Officer, Marsh Investments and Retirement.
Il 2026 Barometer rileva che quasi la metà (48%) degli investitori istituzionali intervistati ha modificato il proprio posizionamento geografico negli ultimi 12 mesi, mentre oltre un terzo ha ridotto il rischio complessivo di portafoglio (37%) e aumentato la liquidità o le disponibilità liquide detenute (37%).
INFRASTRUTTURE, PROTEZIONE DALL’INFLAZIONE E MERCATI EMERGENTI GUIDANO I PIANI DI ALLOCAZIONE
Poco più della metà (51%) degli investitori istituzionali intervistati intende aumentare le allocazioni nelle infrastrutture nei prossimi 12 mesi. Anche gli asset indicizzati all’inflazione e le azioni dei mercati emergenti stanno guadagnando slancio, con rispettivamente il 41% e il 47% degli intervistati che prevedono di aumentare la propria esposizione.
Il cambiamento più significativo su base annua nei piani di allocazione per asset class riguarda la liquidità. Il 38% degli intervistati prevede di aumentarne l’allocazione nel prossimo anno, rispetto al 9% del 2025.
"Questi cambiamenti suggeriscono che gli asset owner stanno adottando deliberatamente un posizionamento a 'bilanciere' (barbell position), rafforzando la protezione dai ribassi e la diversificazione, mantenendo al contempo la flessibilità necessaria per cogliere le opportunità di mercato", ha dichiarato O’Sullivan. "Per farlo in modo efficace, agli investitori non bastano buone idee: hanno bisogno di consulenza e soluzioni integrate che consentano di tradurre la strategia in azione, tenendo insieme mercati, rischio, liquidità e obiettivi di rendimento di lungo periodo".
I PRIVATE MARKET SONO ORMAI AMPIAMENTE DIFFUSI, MA GLI INVESTITORI DIVENTANO PIÙ SELETTIVI
L’esposizione ai private market è pressoché universale tra i 430 investitori intervistati. Quasi tutti, il 96%, dichiarano di avere allocazioni nei mercati privati, rispetto all’80% del 2025. Tuttavia, l’interesse per il private debt e il private equity si è raffreddato rispetto ai livelli dello scorso anno. Poco più di un terzo (34%) degli asset owner prevede di aumentare quest’anno le esposizioni al private debt, rispetto al 48% del 2025.
Sebbene l’accesso ai mercati privati si sia ampliato, gli investitori stanno diventando più selettivi: il 44% dichiara di mantenere il ritmo degli investimenti adottando però una maggiore selettività, mentre le valutazioni restano il fattore più significativo nel determinare l’impiego del capitale, citato da quasi la metà (47%) degli intervistati.
"I private market sono diventati più facili da raggiungere, ma più difficili da gestire in modo efficace. Le valutazioni sono elevate, la competizione per gli asset si è intensificata e il successo dipende oggi da una profonda competenza nelle operazioni, più che dalla semplice disponibilità di capitale da investire", ha dichiarato Garvan McCarthy, Chief Investment Officer of Alternatives, Marsh Investments and Retirement. "Riteniamo che la prossima fase premierà i grandi investitori capaci di calibrare il ritmo degli impegni, mantenere disciplina nell’underwriting e comprendere in che modo ogni esposizione incida sulla liquidità e sul rischio complessivo di portafoglio".
GLI INVESTIMENTI NELL’AI NEI MODELLI OPERATIVI PROCEDONO PIÙ RAPIDAMENTE DELLA GOVERNANCE
La governance relativa all’utilizzo dell’intelligenza artificiale (AI) non sta tenendo il passo con la crescente importanza strategica che il suo impiego sta assumendo nelle attività operative degli asset owner. Quasi uno su tre (32%) afferma che l’AI viene utilizzata in alcune aree senza una governance matura, mentre il 23% sta ancora sviluppando policy e conducendo sperimentazioni limitate. Solo il 13% dispone di policy sull’AI estese a tutta l’organizzazione, con casi d’uso definiti in ambito investimenti.
Nonostante ciò, la spesa per l’AI sta aumentando rapidamente. Il 58% degli investitori istituzionali afferma che gli strumenti di AI rappresentano una priorità di spesa in conto capitale nei prossimi 12 mesi, davanti alla gestione dei dati (46%) e ai sistemi di gestione del rischio (33%).
IL RISCHIO GEOPOLITICO È LA PRINCIPALE PREOCCUPAZIONE NEL BREVE PERIODO; LA TECNOLOGIA DOMINA LE PROSPETTIVE DI PIÙ LUNGO TERMINE
I fattori che influenzano le decisioni di breve termine sono diversi da quelli che guidano la costruzione dei portafogli nel lungo periodo. Il rischio geopolitico è la preoccupazione più citata nel breve termine, considerata ”significativa” dal 75% degli asset owner nei prossimi 12 mesi, seguita dall’inflazione (73%) e dalle disruption legate all’AI o alla tecnologia (73%).
Su un orizzonte compreso tra cinque e dieci anni, tuttavia, l’83% degli intervistati afferma che tecnologia, automazione e disruption più ampie sono significative in termini di opportunità e rischi di investimento, il valore più elevato tra i trend strutturali analizzati.
"Nel breve termine, il rischio geopolitico e l’inflazione stanno influenzando le decisioni, mentre nel lungo periodo si prevede che la tecnologia e le disruption più ampie avranno un impatto maggiore sulle fonti di rendimento", ha dichiarato Deborah Wardle, International Chief Investment Officer, Marsh Investments and Retirement. "Mantenere la resilienza significherà gestire i rischi che si stanno già manifestando nei portafogli, ripensando al contempo alcune delle ipotesi che potrebbero non essere più valide in un mercato caratterizzato da maggiori elementi di disruption".
alb
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
2211:01 set 2026