12:31 | 22 set 2026

FOCUS: capi economisti si aspettano stabilizzazione economia mondiale ma con rischi e incertezze (Wef)

MILANO (MF-NW)--L’economia globale si sta stabilizzando, ma è improbabile che il sostegno fiscale che ha attutito gli effetti degli shock dal 2020 in poi svolga lo stesso ruolo nel prossimo anno, secondo il Chief Economists' Outlook del World Economic Forum.

La maggioranza (56%) dei capi economisti intervistati si aspetta che le prospettive globali rimangano stabili o migliorino, un netto cambiamento rispetto a maggio, quando l’89% prevedeva un peggioramento delle condizioni. Il miglioramento è tuttavia accompagnato da una fiducia limitata nella capacità di questa stabilizzazione di durare. Quasi tutti gli intervistati (97%) indicano i conflitti geopolitici come una probabile fonte di incertezza nel prossimo anno, il 58% si aspetta correzioni dei prezzi degli asset e soltanto un quarto prevede che l’economia globale diventi più resiliente.

"I capi economisti si aspettano una stabilizzazione dell’economia globale, ma l’incertezza rimane elevata a causa della volatilità geopolitica, delle possibili correzioni dei prezzi degli asset, della maggiore attenzione sugli investimenti nell’intelligenza artificiale e delle persistenti pressioni sul costo della vita", afferma Attilio Di Battista, Head of Economic Growth and Transformation del World Economic Forum. "Il sostegno dei governi ha svolto un ruolo cruciale nell’affrontare le successive crisi, ma è probabile che in futuro la capacità fiscale sia più limitata. La priorità ora è rafforzare le basi della resilienza prima che arrivi il prossimo shock".

LA RESILIENZA DEGLI ULTIMI ANNI SI È BASATA SU UN SOSTEGNO FISCALE CHE DIFFICILMENTE TORNERÀ

Dal 2020, il sostegno fiscale è stato la principale fonte di resilienza per l’economia globale, indicata dal 69% degli economisti intervistati. Soltanto il 28% si aspetta che svolga lo stesso ruolo nei prossimi 12 mesi. La resilienza futura dovrebbe invece dipendere sempre più dalla flessibilità delle catene di approvvigionamento, dall’innovazione tecnologica e dalla capacità di adattamento dei mercati energetici, con Stati Uniti e Cina considerati i Paesi meglio posizionati per resistere agli shock.

RESTA L’OTTIMISMO SULL’IA, MA LO SVILUPPO DEI DATA CENTER INCONTRA RESISTENZE

Nei prossimi 12 mesi, il 97% degli intervistati prevede un aumento dell’adozione dell’intelligenza artificiale (IA) e il 69% si aspetta che la tecnologia produca significativi guadagni di produttività. Circa otto economisti su dieci (78%) prevedono che gli investimenti nei data center contribuiranno in misura significativa alla crescita globale, ma il 79% si aspetta che la loro espansione incontri una forte opposizione da parte delle comunità locali.

Allo stesso tempo, il 61% non si aspetta che gli investimenti nei data center contribuiscano in misura significativa alla creazione di posti di lavoro a livello globale, mentre la maggioranza prevede che la loro espansione farà aumentare i prezzi dell’elettricità (78%) e dell’acqua (58%).

La distanza tra Cina e Stati Uniti nella corsa all’IA dovrebbe ridursi, con il 69% degli intervistati che prevede che i modelli linguistici di grandi dimensioni cinesi raggiungeranno quelli statunitensi nei prossimi 12 mesi.

FRAMMENTAZIONE E DIVERGENZE SONO DESTINATE AD AUMENTARE

Il 77% degli economisti intervistati si aspetta un aumento della frammentazione geoeconomica nel prossimo anno, con il 55% che prevede un aumento dei dazi negli Stati Uniti e il 43% in Europa. Commercio e investimenti continueranno ad adattarsi: due terzi prevedono un aumento dei volumi del commercio globale e l’83% si aspetta una crescita delle esportazioni cinesi verso mercati diversi dagli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti dovrebbero continuare a rappresentare il contesto più favorevole per le attività delle multinazionali, seguiti dal Sud-Est asiatico e dall’Europa, entrambi saliti di una posizione. L’India è scesa al quarto posto, mentre la Cina rimane quinta.

Le prospettive di crescita si sono rafforzate nella maggior parte delle regioni, ma restano disomogenee. India, Sud-Est asiatico, Asia centrale e Stati Uniti ricevono le valutazioni più positive. Le prospettive della Cina si sono indebolite, con circa un economista su tre che prevede una crescita debole. L’Europa è migliorata moderatamente, ma rimane la regione più debole, con il 61% che prevede una crescita debole o molto debole. Circa un economista su tre si aspetta un aumento della disoccupazione negli Stati Uniti, in Cina e in Europa, mentre le politiche monetarie dovrebbero divergere. È previsto un orientamento più restrittivo in Giappone (70% degli economisti intervistati), nell’Eurozona (53%) e negli Stati Uniti (42%), mentre il 49% prevede politiche più accomodanti in Cina.

IL COSTO DELLA VITA DOVREBBE AUMENTARE, ERODENDO I REDDITI REALI IN MOLTE REGIONI

Gli intervistati prevedono un aumento del costo della vita, trainato dai prezzi dei generi alimentari (88% degli intervistati), dell’elettricità (83%) e dei trasporti (77%). La maggior parte degli economisti intervistati si aspetta che i redditi reali diminuiscano o ristagnino nella maggior parte delle regioni, con l’eccezione del Sud-Est asiatico e dell’India, dove oltre il 60% prevede un aumento.

I governi dovrebbero privilegiare interventi ampi e visibili: le riduzioni delle imposte sui beni essenziali (60%), i sussidi ai consumi (54%) e i tetti ai prezzi (50%) sono considerate le misure più probabili, mentre soltanto il 36% si aspetta riduzioni fiscali per le famiglie a basso reddito e il 26% trasferimenti monetari mirati.

alb

alberto.chimenti@mfnewswires.it


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2212:31 set 2026