01:58 | 22 set 2026

FOCUS: tre scenari per la “Grande riconfigurazione” dell’economia globale (Robeco)

MILANO (MF-NW)--Gli analisti di Robeco spiegano nell'Expected Returns 2027-2031, intitolato "La grande riconfigurazione", che, analogamente al cervello umano l'economia globale sta creando nuovi percorsi volti ad aggirare i colli di bottiglia che la ostacolano, quali il conflitto in Medio Oriente.

L'economia, secondo gli esperti, sta passando da un modello trainato dai consumi a uno maggiormente orientato agli investimenti, con un aumento dell'intensità di capitale, dove il modello asset-light potrebbe perdere terreno.

Inoltre, il desiderio di una maggiore sicurezza energetica e l'ascesa dell'AI stanno ridefinendo l'intero panorama imprenditoriale e mirano ad aprire le porte a una transizione dall'era dell'efficienza a quella della plasticità. Nel passato, gli investitori hanno operato in un mondo ottimizzato in base all'efficienza; oggi, invece, l'architettura economica sta passando da un'efficienza "just-in-time" a una resilienza "just-in-case".

L'economia, dunque, si sta riorganizzando dinanzi a situazioni di crisi: le supply chain vengono diversificate e i flussi commerciali vengono redistribuiti tra regioni per aumentare la resilienza. La frammentazione geopolitica come la chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita un sesto delle forniture energetiche mondiali, ne è un ottimo esempio. L'economia globale, per arginare il problema, sta creando nuovi percorsi, per esempio attraverso un'ondata di investimenti nelle fonti di energia rinnovabile al fine di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.

Peter van der Welle, strategist multi-asset solutions di Robeco, dichiara che "l'anno scorso abbiamo sostenuto che il mondo stava entrando in un 'Rinascimento stagnante': un periodo in cui straordinari progressi tecnologici coesistevano con il freno di un'elevata incertezza della politica economica. Quest'anno restiamo fermamente convinti della componente Rinascimento di questa tesi, ma ora siamo inclini a sfumare l'elemento 'stagnante'".

Secondo Laurens Swinkels, head of solutions research presso Robeco, "ciò che è cambiato è la nostra comprensione delle implicazioni cicliche delle spese in conto capitale in corso per facilitare la rivoluzione dell'AI, così come la resilienza dell'economia globale alla luce dell'enorme interruzione dell'offerta del mercato petrolifero globale a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, oltre alle conseguenze dei dazi statunitensi più alti dagli anni '30. Questa resilienza deriva dalla capacità di adattarsi e riconfigurarsi nonostante l'emergere di punti critici".

Quello che gli esperti vedono viene chiamata "Grande riconfigurazione", e ritengono che essa si sviluppi lungo tre dimensioni strettamente connesse, che avranno ripercussioni sui futuri rendimenti degli asset.

In primo luogo, il commercio si sta riconfigurando, poiché le imprese diversificano le catene di approvvigionamento e i governi attribuiscono sempre più valore alla sicurezza oltre che all'efficienza.

In secondo luogo, il ruolo del capitale sta subendo una profonda trasformazione, poiché ci troviamo di fronte a un importante punto di svolta che segna il passaggio da un'economia trainata dai consumi a una più orientata agli investimenti. L'economia reale guidata da un massiccio impiego dell'AI e dalle infrastrutture per l'energia rinnovabile è in ascesa; il modello economico basato su un basso impiego di asset potrebbe iniziare a perdere terreno nei prossimi cinque anni.

In terzo luogo, si sta riconfigurando la produzione stessa. La prossima fase della rinascita della produttività guidata dall'IA sarà trainata dalle aziende che riusciranno a trasformare e riprogettare i processi produttivi attorno ad essa. Riteniamo che l'intelligenza artificiale aumenterà la manodopera anziché sostituirla.

Gli analisti di Expected Returns hanno pronosticato differenti possibilità in cui questa riconfigurazione potrebbe avvenire: uno scenario di base, uno rialzista e uno ribassista riguardo alla possibile evoluzione di questa situazione nei prossimi cinque anni.

Per quanto riguarda lo scenario di base, la Grande riconfigurazione si svilupperebbe lungo tre dimensioni strettamente collegate: commercio, capitale e produzione. Il commercio globale sta attraversando una fase di riorganizzazione, con le imprese che diversificano le catene di approvvigionamento e i governi che attribuiscono maggiore importanza alla sicurezza e alla resilienza, anche a costo di rinunciare a parte dell’efficienza del modello just-in-time. Non si tratta quindi di una vera e propria deglobalizzazione, ma di una redistribuzione dei flussi commerciali tra diverse aree geografiche.

Allo stesso tempo, il ruolo del capitale nell’economia sta cambiando profondamente, con un passaggio da un’economia maggiormente trainata dai consumi a una più orientata agli investimenti. La diffusione dell’AI, le infrastrutture energetiche e le fonti rinnovabili richiedono infatti ingenti investimenti e una maggiore intensità di capitale, mentre il precedente modello asset-light potrebbe perdere importanza nei prossimi anni.

Infine, anche il modo di produrre sta evolvendo grazie all’AI: le imprese dovranno ripensare e adattare i propri processi produttivi per sfruttare la tecnologia e aumentare la produttività. L’AI non dovrebbe quindi limitarsi a sostituire il lavoro umano, ma soprattutto affiancarlo e aumentarne la produttività.

Il secondo scenario, con una probabilità del 15%, è quello rialzista e prende il nome di "Rinascimento radioso". In questo caso, per gli esperti, la riconfigurazione si rivelerebbe sostanzialmente più efficace del previsto nell'incrementare la crescita tendenziale del Pil e nel produrre una disinflazione contenuta. In questo scenario l'economia globale vive un autentico rinascimento della produttività, che ricorda la fine degli anni '90. La differenza fondamentale è che l'AI si dimostra più trasformativa perché accelera non solo l'automazione, ma anche la propria diffusione.

Infine gli esperti propongono un altro scenario, quello ribassista, con una probabilità di occorrenza del 35%, che prenderebbe il nome di "Decadimento sinaptico". In questo caso, la riconfigurazione si arenerebbe prima ancora che se ne possano cogliere i benefici. L'economia continua a sostenere i costi dell'adattamento senza riuscire a cogliere i benefici attesi dall'AI.L'inflazione resta strutturalmente elevata e l'economia globale perde connettività più rapidamente di quanto acquisisca capacità di adattamento. In questo scenario, il problema non è solo lo scoppio della bolla dell'intelligenza artificiale, ma anche il fatto che la sovracapacità potrebbe inizialmente creare pressioni deflazionistiche e trasformarsi successivamente in stagflazione, nel caso in cui l'economia sostenga i costi della riconfigurazione senza ottenere i benefici di produttività.

Per i rendimenti delle asset class, la Grande riconfigurazione favorirebbe soprattutto i titoli azionari, seguiti dal settore immobiliare. Gli analisti prevedono che i mercati azionari emergenti offriranno il rendimento annualizzato più elevato a cinque anni, pari all’8,0% in euro, seguiti dai mercati sviluppati con il 7,0%. Anche i titoli immobiliari quotati in borsa dovrebbero raggiungere un rendimento del 7,0%, con le migliori prospettive dal 2014 per i Reit. In questo contesto, Robeco non si aspetta downgrade della Germania nel breve periodo e considera il suo debito sostenibile, mentre nei mercati emergenti sottolinea le differenze tra Cina e India e quindi l’importanza della selezione dei singoli Paesi.

Il 7% di rendimento atteso per i mercati sviluppati rappresenta tuttavia lo scenario centrale e non un rendimento garantito: nello scenario ribassista, una delusione legata all’AI potrebbe infatti provocare forti correzioni dei mercati. Per l’Europa, infine, l’inflazione è attesa intorno al 2–2,5%, coerentemente con una prospettiva di rendimenti obbligazionari relativamente stabili.

dfg

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2213:58 set 2026