MILANO (MF-NW)--"Per gran parte di quest'anno, in quasi tutto il mondo i mercati dei titoli governativi hanno messo alla prova sia gli emittenti sia gli investitori", afferma Sean Shepley, Senior Economist presso Allianz Global Investors. "Quando la crescita è solida e la domanda di investimenti è elevata, i mercati finanziari svolgono un ruolo fondamentale nell'allocazione del capitale, stabilendo quali emittenti siano in grado di offrire prospettive convincenti in termini di rendimento sul capitale e quali, invece, siano spinti a rivedere le proprie strategie attraverso spread più ampi e premi per il rischio più elevati".
"Considerate le esigenze eccezionali in termini di fabbisogno legate all'espansione degli investimenti nell'intelligenza artificiale, le pressioni sugli emittenti con prospettive di investimento meno solide sono state insolitamente intense. Ciò ha riguardato anche gli emittenti sovrani, nonostante i loro elevati rating creditizi", continua l'esperto.
"Diversi Paesi rientrano in questa situazione", prosegue Shepley. "In vari momenti dell'anno, lo stesso quadro generale avrebbe potuto essere descritto con riferimento a Stati Uniti, Giappone o Regno Unito. Nelle ultime settimane, tuttavia, a salire alla ribalta è stata la Francia: i suoi spread di rendimento rispetto alla Germania hanno raggiunto livelli che non si vedevano dalla crisi dell'euro di quindici anni fa. Prima di allora, per ritrovare differenziali di rendimento altrettanto ampi bisogna risalire ai primi anni Novanta, quando il Meccanismo europeo di cambio fu sottoposto a forti pressioni. Rispetto alla storia recente, a colpire è soprattutto l'ampliamento degli spread sul tratto breve della curva dei rendimenti".
"Per esempio, tra gennaio 2025 e giugno di quest'anno il differenziale tra i titoli governativi francesi e tedeschi a due anni è rimasto all'interno di un intervallo di 20 punti base (0,2%), oscillando tra un minimo appena superiore a 10 pb e un massimo appena superiore a 30 pb. Sul finire di settembre, nel giro di pochi giorni lo spread dei titoli a due anni è raddoppiato, portandosi appena sopra i 60 pb", dichiara l'analista.
"Questi cambiamenti rapidi sono particolarmente problematici per gli investitori che ricorrono alla leva finanziaria. Una delle loro strategie consiste nell'aumentare l'esposizione agli asset con rendimenti più elevati rispetto a quelli con rendimenti inferiori (anche quando il differenziale è relativamente contenuto) fino a raggiungere il rendimento target desiderato. Concentrandosi in questo modo sugli spread di rendimento, questi investitori mirano a ottenere una minore volatilità e un migliore rapporto rischio/rendimento rispetto all'investimento diretto nei singoli asset sottostanti", prosegue l'esperto.
"Tuttavia, a causa dell'elevato ricorso alla leva finanziaria, in caso di un aumento inatteso della volatilità le posizioni devono essere rapidamente chiuse, come è accaduto nelle ultime settimane sui mercati francesi. La contemporanea uscita dal mercato di numerosi investitori che adottavano simili strategie ha determinato la marcata sottoperformance dei titoli governativi francesi cui abbiamo assistito", afferma Shepley.
"L'impennata della volatilità costringerà ora chi adotta strategie di investimento di questo tipo ad assumere un livello di rischio inferiore, il che significa che le obbligazioni governative francesi dovranno trovare nuovi acquirenti. La pressione su questi titoli, tuttavia, riflette la persistente difficoltà dei governi francesi che si sono succeduti nel tempo a tenere sotto controllo l'indebitamento pubblico. Per convincere nuovi investitori che i rischi assunti nel finanziare il debito siano adeguatamente remunerati, è quindi necessaria una qualche forma di svolta politica", conclude l'analista.
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0914:13 ott 2026