MILANO (MF-NW)--"Gli anni delle elezioni midterm sono stati storicamente i più deboli del ciclo presidenziale", dichiara Amr Hanafy, Research Analyst, Global Equity Research team di Neuberger. Dal 1950, l'indice S&P 500 ha registrato un rialzo medio del 4,6% negli anni delle midterm rispetto all'11,2% degli altri anni; la maggior parte del rialzo si è verificata dopo il voto, con l'indice S&P 500 in rialzo 12 mesi dopo ogni elezione midterm a partire dal dopoguerra. Le previsioni di mercato attribuiscono attualmente una probabilità del 65% a una vittoria schiacciante dei Democratici e del 29% a un Congresso diviso, ma il veto presidenziale e l'ostruzionismo al Senato limiteranno probabilmente l'adozione di leggi di ampia portata".
"L'impatto potrebbe manifestarsi attraverso la politica fiscale e la leadership settoriale. I Democratici vogliono un aumento della spesa sanitaria, i Repubblicani una maggiore spesa per la difesa, e nessuno dei due schieramenti vuole aumenti delle imposte, quindi i deficit rimangono vicini al 6% del Pil, mantenendo l'attenzione sui rendimenti a lungo termine e sulle valutazioni. Prevediamo un aumento iniziale della volatilità, poiché gli investitori scontano un controllo più rigoroso nei settori dell'intelligenza artificiale e finanziario, con la leadership azionaria che si estende verso i settori difensivi come quello dell'Healthcare".
"Per gli investitori con un orizzonte di investimento medio-lungo termine, abbiamo una preferenza per tre temi". Il primo riguarda difesa e sicurezza, ossia "il rifornimento di munizioni e i programmi pluriennali godono di sostegno bipartisan, indipendentemente da chi controlli il Congresso". Il secondo è legato al tema healthcare, riferisce che "gli utili sono meno legati al ciclo economico e un Congresso democratico potrebbe ripristinare i sussidi assicurativi, sostenendo direttamente ospedali e compagnie assicurative".
Infine, il terzo, legato a infrastrutture per l'intelligenza artificiale, mostra che "qualsiasi battuta d'arresto post-elettorale rappresenta un entry point. Le resistenze relative ai data center sono principalmente una questione a livello statale e locale, e le aziende potrebbero accelerare gli investimenti prima della corsa presidenziale del 2028. I settori dell'energia, della rete elettrica e dell'elettrificazione offrono un'esposizione con un rischio di concentrazione più contenuto".
"In tutti e tre i casi, la nostra preferenza si orienta verso la qualità: bilanci solidi e utili stabili hanno registrato su base storica performance superiori nel medio termine".
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1211:16 ott 2026