12:59 | 13 ott 2026

FOCUS: nuova fase di mercato, da operatori crypto-native alla finanza tradizionale (CoinShares)

MILANO (MF-NW)--"Il mercato degli asset del mondo reale tokenizzati (Real World Assets, Rwa) si avvicina alla soglia dei 50 miliardi di dollari, con dimensioni decuplicate in appena due anni", afferma Marc Des Ligneris, Senior Portfolio Manager di CoinShares.

"A trainare il settore sono soprattutto i Treasury statunitensi tokenizzati e le strategie di rendimento, che insieme rappresentano oltre la metà della capitalizzazione complessiva. Un dato che conferma come, almeno per ora, la principale applicazione della tokenizzazione resti l'accesso on-chain a rendimenti vicini al tasso privo di rischio, particolarmente interessante per i detentori di stablecoin e per le società che gestiscono riserve in criptovalute", prosegue l'esperto.

Secondo l'analista, "se questi segmenti continuano a dominare il mercato, la tokenizzazione sta progressivamente ampliando i propri confini. Nel corso dell'anno hanno infatti guadagnato terreno nuove categorie di asset, tra cui fondi di private credit, asset legati al settore energetico e azioni, segnale di un crescente interesse degli emittenti a estendere questa tecnologia a una gamma sempre più ampia di strumenti finanziari".

"Il 2026 si sta delineando come un anno di consolidamento per il mercato della tokenizzazione, anche alla luce delle difficoltà attraversate dal settore crypto e del rallentamento della crescita delle stablecoin. Ma il cambiamento più rilevante potrebbe essere ancora davanti a noi: il passaggio da un mercato dominato dagli operatori crypto-native a un ecosistema in cui la finanza tradizionale è destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale", dichiara Des Ligneris.

"Fino a oggi, infatti, lo sviluppo degli Rwa è stato guidato quasi esclusivamente da operatori nativi dell'ecosistema crypto, tra cui emittenti di fondi on-chain, protocolli dedicati alla generazione di rendimenti e gestori patrimoniali specializzati", continua l'esperto. "Ora, però, gli equilibri iniziano a cambiare. Le banche stanno lanciando proprie stablecoin e depositi tokenizzati per gestire direttamente i flussi di regolamento on-chain, senza lasciare questo mercato nelle mani dei soli operatori crypto-native. Parallelamente, borse e intermediari finanziari guardano alla tokenizzazione come a una leva per rendere possibili negoziazioni 24 ore su 24, 7 giorni su 7, superando i tradizionali vincoli di orario dei mercati".

"Alla base di questa evoluzione non c'è soltanto l'innovazione tecnologica, ma anche una precisa opportunità economica: più ore di negoziazione possono significare maggiori volumi di scambio e, di conseguenza, maggiori ricavi da commissioni. Per gli operatori finanziari tradizionali, quindi, la tokenizzazione non è più soltanto una scommessa tecnologica, ma un'opportunità concreta di business", afferma l'analista.

"La prossima fase di sviluppo del mercato potrebbe dunque essere trainata proprio dall'ingresso sempre più significativo delle istituzioni finanziarie tradizionali. E considerando le dimensioni di questi operatori e il peso dei mercati in cui operano, il loro coinvolgimento potrebbe imprimere una svolta importante all'evoluzione della finanza on-chain", conclude Des Ligneris.

dfg

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