10:37 | 14 ott 2026

FOCUS: Bitcoin resiste alle turbolenze, dollaro forte e rendimenti elevati frenano cripto (Bitwise)

MILANO (MF-NW)--"I cryptoasset sono tornati sotto pressione nei giorni scorsi, con Bitcoin che ha registrato un calo di circa il 2,6%, scendendo brevemente sotto la soglia degli 83.000 dollari", afferma André Dragosch, Head of Research per l'Europa di Bitwise. "Tuttavia, Bitcoin ha continuato a mostrare una tenuta migliore rispetto ai segmenti di mercato caratterizzati da una maggiore volatilità, mentre Xpr, Ethereum e Solana che hanno perso rispettivamente circa il 6,2%, il 7,5% e l'8,8%".

Per l'esperto, questa è "una divergenza che suggerisce che il deterioramento della propensione al rischio abbia colpito soprattutto le cripto più rischiose. Il recente recupero al di sopra degli 83.000 dollari rappresenta comunque un segnale di solidità strutturale per la regina delle criptovalute".

"Il contesto macroeconomico generale rimane tuttavia il fattore più rilevante da considerare. Il dollaro statunitense ha registrato il quarto rialzo settimanale consecutivo, proseguendo il significativo apprezzamento osservato nell'ultimo mese", prosegue l'analista. "Sebbene l'incremento dell'ultima settimana sia stato relativamente contenuto, intorno allo 0,3%, il rafforzamento complessivo della valuta americana ha contribuito a creare condizioni sempre più restrittive per Bitcoin, che continua a mostrarsi particolarmente sensibile alle oscillazioni del dollaro. A sostenere questa dinamica ha contribuito anche la debolezza dell'economia europea, con le pressioni sull'euro che hanno fornito un ulteriore impulso al Dollar Index".

"I rendimenti dei titoli di Stato rappresentano un ulteriore importante fattore di pressione. Nel corso della settimana, il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni ha raggiunto brevemente il 5,36%, per poi ripiegare e chiudere intorno al 5,24%. Sebbene abbiano terminato la settimana in lieve calo, i rendimenti rimangono su livelli storicamente elevati, mantenendo alto il costo del finanziamento e continuando a esercitare pressioni sugli asset più sensibili alle condizioni di liquidità. Considerando anche il rafforzamento del dollaro, le condizioni finanziarie complessive risultano significativamente più restrittive rispetto a poche settimane fa", continua Dragosch.

Secondo l'esperto, "nel lungo periodo, tuttavia, riteniamo che l'aumento delle aspettative di inflazione e la conseguente perdita di potere d'acquisto delle valute continueranno a esercitare pressioni al ribasso sul Dxy, un fattore che potrebbe favorire Bitcoin".

"Anche i mercati energetici hanno introdotto un ulteriore elemento di complessità, con il Brent che ha superato i 100 dollari al barile. Il persistere di prezzi energetici elevati rischia di mantenere alte le pressioni inflazionistiche. Si tratta di un elemento particolarmente rilevante in un contesto già caratterizzato da rendimenti obbligazionari elevati e da un dollaro in rafforzamento", afferma l'analista.

"Allo stesso tempo", prosegue Dragosch, "continuano a emergere segnali di tensione in alcuni dei segmenti di crescita più affollati del mercato. I titoli dei settori dei semiconduttori e della tecnologia hanno registrato una nuova fase di debolezza nel corso della settimana, rafforzando le preoccupazioni riguardo alla crescente concentrazione degli investimenti legati all'intelligenza artificiale".

"È interessante osservare come, nonostante questo scenario, i principali indici azionari statunitensi continuino a mostrare una notevole resilienza. L'indice S&P 500 Total Return ha guadagnato circa l'1,2% nell'arco della settimana, raggiungendo un nuovo massimo nella prima parte del periodo, mentre anche il Nasdaq-100 ha toccato un nuovo massimo prima di perdere successivamente terreno. La divergenza tra la solidità dei principali indici azionari e l'inasprimento delle condizioni finanziarie sottostanti rimane significativa, soprattutto alla luce del costo del capitale sempre più elevato", conclude l'esperto.

dfg

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