MILANO (MF-NW)--"Il costo del capitale sta pesando sui titoli legati all'AI. Non solo i rendimenti sono aumentati in modo significativo nelle ultime settimane, ma la crescente emissione di debito legato all'AI sta rendendo gli investitori più selettivi. Come nel caso del debito sovrano del G7, stiamo assistendo a una maggiore differenziazione tra gli emittenti di debito", afferma Kristina Hooper, chief market strategist di Man Group.
"Un esempio chiave è CoreWeave, una 'neocloud', ovvero un'azienda specializzata nella fornitura di potenza di calcolo ad alte prestazioni per modelli di AI su larga scala. In quanto tale, una società come questa non dispone dei ricavi diversificati e dei solidi flussi di cassa di hyperscaler affermati come Microsoft e Amazon. Se dovessero emergere delle crepe nel settore dell'AI, a mio avviso è più probabile che si formino in società meno diversificate come CoreWeave. Potenzialmente ancora più esposte sono le aziende di più recente costituzione, come Volta Infrastructure, una società 'neocloud' che sta realizzando il suo primo datacenter dedicato all'AI e che di recente ha incontrato difficoltà nell'ottenere finanziamenti", prosegue l'esperta.
"Da tempo ho segnalato che esistono molteplici minacce allo sviluppo dei data center dedicati all'AI. La mia preoccupazione non è che lo sviluppo si arresti, ma che possa facilmente rallentare, determinando un re-rating di alcuni titoli azionari legati all'AI, date le elevate proiezioni di investimenti incorporate nei modelli di valutazione", afferma l'analista.
"Nel mio outlook per il 2026", dichiara Hooper, "avevo avvertito che un rallentamento di questa espansione potrebbe avere anche implicazioni significative per la crescita economica degli Stati Uniti. Questo perché i due motori chiave della crescita economica statunitense negli ultimi anni sono stati gli investimenti in AI e la spesa dei consumatori. A mio avviso, un rallentamento anche solo di uno di questi fattori critici potrebbe facilmente tradursi in un rallentamento della crescita economica".
"Credo che questo contribuisca a spiegare perché settimana scorsa i rendimenti delle obbligazioni con scadenze più lunghe siano scesi nonostante un dato sull'indice dei prezzi alla produzione (Ppi) superiore alle attese. Dopo essersi concentrati sull'inflazione, i mercati sembrano iniziare a preoccuparsi della crescita. Come ho già detto in precedenza, i rischi di stagflazione continuano ad aumentare", conclude l'esperta.
dfg
gaia.difraia@mfnewswires.it
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
2110:48 ott 2026