11:34 | 21 ott 2026

FOCUS: debito AI a 578 mld usd, credito Usa richiede selettività (L&G)

MILANO (MF-NW)--"Le dinamiche politiche finiscono inevitabilmente per tradursi in una questione di finanziamento", dichiara Jason Shoup, Global Co-Head of Fixed Income di L&G, in un commento riguardantegli scenari delle elezioni midterm Usa. "A un anno dalle prime grandi operazioni di debito legate all'intelligenza artificiale, è ormai evidente che lo sviluppo delle infrastrutture dipende dal mercato obbligazionario pubblico, dal debito cartolarizzato, dai capitali privati e da strumenti di finanziamento ibridi. Secondo una recente ricerca di Goldman Sachs, a metà settembre le emissioni di debito legate all'AI avevano raggiunto complessivamente i 578 miliardi di dollari a livello globale".

"Quest'anno ha inoltre dimostrato che, in un contesto caratterizzato da rendimenti privi di rischio elevati e da un'accoglienza più discontinua delle operazioni legate all'AI, la disponibilità di capitali non è illimitata. I finanziamenti tramite capitale proprio e le quotazioni in borsa possono rafforzare il margine di protezione per i creditori, ma i timori legati alla sicurezza, alla politica e al ritorno sugli investimenti rischiano di compromettere le valutazioni. La questione decisiva è quindi capire se il settore sarà in grado di finanziare lo sviluppo delle infrastrutture, gestirne l'impatto fisico sul territorio e dimostrare che i benefici sono ampiamente condivisi", prosegue l'esperto.

"Per gli investitori nel credito statunitense", spiega l'analista, "questo implica adottare un approccio più selettivo, anziché semplicemente più pessimista, nei confronti dei rischi legati all'intelligenza artificiale. Una domanda robusta, rendimenti complessivi elevati e una gestione disciplinata delle finestre di emissione possono ancora sostenere gli spread, soprattutto nel caso degli hyperscaler con una solida capitalizzazione e dei data center caratterizzati da flussi di cassa contrattualizzati e ben definiti".

"Tuttavia, le valutazioni lasciano meno spazio a una compressione generalizzata degli spread e la prossima fase di sviluppo delle infrastrutture sarà probabilmente caratterizzata da una crescente differenziazione in funzione della qualità degli emittenti, delle strutture di finanziamento e dell'esposizione ai vincoli politici e infrastrutturali", afferma Shoup.

"Le opportunità più interessanti potrebbero emergere tra gli emittenti di maggiore qualità, nei casi in cui le pressioni tecniche sul mercato abbiano determinato livelli di remunerazione adeguati al rischio. Queste posizioni possono essere bilanciate con un'esposizione difensiva alla duration e con una selezione di titoli che presentano spread più ampi e che potrebbero beneficiare anche soltanto di una stabilizzazione delle condizioni di mercato. I principali rischi, invece, riguardano le difficoltà ad assorbire le nuove emissioni, un deterioramento della qualità degli utili, le pressioni legate al rifinanziamento e la possibilità che la politica trasformi l'intelligenza artificiale da motore di crescita a fattore di vincolo, condizionando dove, come e a quali costi potrà essere finanziato lo sviluppo delle infrastrutture", conclude l'esperto.

dfg

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