03:45 | 21 ott 2026

FOCUS: difesa, target Nato al 5% del Pil può aumentare debito Ue di 8 punti (S&P)

MILANO (MF-NW)--"Sebbene gli Stati membri dell'Ue e il Regno Unito si siano impegnati a raggiungere l'obiettivo Nato di spesa per la difesa pari al 5% del Pil entro il 2035, i livelli attuali di spesa presentano divergenze significative", spiegano gli esperti di S&P Global Ratings.

"L'obiettivo Nato si articola in un 3,5% destinato alla difesa in senso stretto e un 1,5% riservato a settori ausiliari, quali infrastrutture a duplice uso, cybersicurezza o capacità spaziali e di difesa spaziale. Il percorso verso il 5% del Pil presenterà, verosimilmente, difficoltà diverse in funzione delle condizioni di finanza pubblica e del contesto strategico dei singoli Paesi", proseguono gli analisti.

"Un incremento della spesa fino al 5% del Pil entro il 2035, in assenza di tagli compensativi ad altre voci di spesa o di uno stimolo all'economia, graverebbe sulle finanze pubbliche e sui profili di credito della maggior parte degli emittenti sovrani; è tuttavia improbabile che tale scenario si concretizzi nella pratica. Il nostro modello confronta gli attuali piani di bilancio con uno scenario di graduale aumento della spesa per la difesa fino al 5% del Pil entro il 2035", spiegano gli esperti.

"Ipotizza l'assenza di tagli compensativi alla spesa o di uno stimolo all'economia - un'eventualità poco probabile nella pratica - ed estende dal 2029 al 2035 le nostre attuali previsioni di crescita economica e di saldo di bilancio. Questo scenario indica un incremento aggiuntivo medio del debito pubblico* pari a otto punti percentuali di PIL, con l'impatto più significativo sui conti pubblici dei Paesi che presentano i maggiori divari di spesa rispetto all'obiettivo. Gli Stati baltici rappresentano un'eccezione, poiché la loro spesa si attesta già sulla soglia del 5%: raggiungere il nuovo obiettivo Nato di spesa per la difesa nel 2035, anziché oggi, eserciterebbe quindi una pressione significativamente inferiore sulle loro finanze pubbliche", proseguono gli analisti di S&P.

"Sebbene l'aumento del debito possa gravare sui profili di credito sovrani, l'impatto effettivo dipenderà verosimilmente da come i governi gestiranno i compromessi tra le diverse priorità di bilancio. Diversi emittenti sovrani dell'Eurozona dispongono di margini di bilancio limitati ed è quindi improbabile che incrementino la spesa per la difesa rispetto ai livelli di spesa complessiva esistenti senza adottare misure compensative. Tuttavia, attuare tagli è complesso a causa di significative rigidità strutturali. Al contempo, la spesa in conto capitale è già contenuta in molti Paesi e non offre margini per riduzioni significative della spesa. Ad accentuare queste pressioni contribuisce l'aumento della spesa per interessi, in un contesto di restrizione monetaria e rendimenti più elevati", concludono gli esperti.

dfg

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2115:45 ott 2026